giovedì, 06 agosto 2009
Vitale per ogni ometto che si rispetti (ma anche no) è avere la matematica sicurezza che le dimensioni del proprio organo (omonimo di una scorrettezza di gioco) rispettino i parametri di Maastricht e le più aggiornate direttive comunitarie in materia. Tuttavia, le rassicurazioni di professoroni e illuminati psicologi, sulle pagine di petulanti riviste specializzate e non, a poco valgono quando ci si ritrova a confrontarsi con la propria e l’altrui nudità negli spogliatoi di una palestra o con i gemiti svogliati di una partner annoiata. A questo tipo di problematiche, che possono portare gli esseri più sensibili a paranoie, ossessioni e, in alcuni casi, anche al suicidio, tanto la medicina ufficiale che ciarlatani parolai hanno da sempre cercato di dare risposte più o meno convincenti.

Pare che la lunghezza media mondiale del membro in questione si aggiri sui 15 cm e che il 90% degli uomini abbiano un pene lungo tra i 13 e i 18 cm (Wikipedia). Il 107 % degli uomini, però, vorrebbe essere equipaggiato con “ingombri” maggiori e qualche eventuale dotazione di serie extra.



Ci sono due metodi chirurgici per ottenere tali risultati. La procedura Bihari (che consiste nel tagliare il legamento che fissa il pene al corpo) e l'iniezione di grasso. Inutile dire che tali metodi possano rivelarsi problematici e costosi e non garantiscano gli effetti sperati.

La nuova frontiera potrebbe essere il trapianto ma, al di là dei possibili fenomeni di rigetto, sembra che sia ancora difficile trovare una sufficiente disponibilità di donatori vivi; purtroppo la mentalità umana è ancora legata ad ottiche di arretratezza ed egoismo.

Alcune sedicenti aziende mediche che lavorano sul web, propagandano programmi di allungamento del pene, basati su “semplici esercizi manuali da fare comodamente a casa, senza l'utilizzo di farmaci o inutili dispositivi come pompe, tenditori o pesi!”; garantirebbero allungamenti permanenti di oltre 7 centimetri! Provate per credere, poi fatemi sapere.

Un mio amico, nella tarda adolescenza, aveva provato una pomata dal nome (promettente) “Maximum Penis”, o qualcosa del genere. Aveva giurato di aver avuto risultati sorprendenti, se si esclude l’effetto collaterale che l’alito della partner smetteva di emanare fragranze di aglio solo dopo due settimane.


L’approccio British è senz’altro più economico e naturale. Un albero piantato nel bel mezzo di un giardino apparirà sicuramente più alto se non contornato da erbacce e piantagioni alte un metro. D’altra parte davanti alla porta di casa chiunque preferirebbe avere un grazioso praticello, anziché arida terra! Quindi in confronto dell’approccio tropicale (vegetazione rigogliosa e incontrollata) o americano-vietnamita (deforestazione totale), appare assai conveniente l’idea del prato all’inglese, basso e ordinato. Fuor di metafora ho provato recentemente anch’io guadagnandone, se non altro, in autostima.

Sicuramente ci saranno altri metodi per affrontare il problema e ridurre il complesso di inferiorità che ci attanaglia nei confronti dei nostri “fratelli” di colore.  Emblematica, a tal proposito, è la barzelletta del tizio che, per far assumere al proprio pene la fisionomia di quello di un nero, si fece convincere a sperimentare un metodo basato su
quotidiane martellate . Dopo una settimana, alle domande di un amico che lo interrogava se la cura funzionasse o meno, rispose: “Direi al 50 %: per ora mi è diventato solo nero!”  Diffidate, gente, diffidate!


postato da: albolo alle ore 15:23 | Permalink | commenti (3)
categoria: scienza
venerdì, 12 giugno 2009

L’altro giorno, non avendo niente di meglio da fare, ho deciso di rottamare il mio glorioso Vivio 125, compagno di mille avventure e viaggi in giro per l’Italia…e di acquistare un “bruttino ma simpatico” Dink 200, della stessa marca taiwanese del precedente sodalizio.

Siccome sono un consumatore attento e scrupoloso, sono andato a leggere le condizioni della formula assicurativa promozionale, legata all’acquisto del suddetto motociclo. Essa prevede il recupero (senza spese) del mezzo eventualmente fermo causa avaria o incidente, con la precisazione che:

“tutte le prestazioni non sono dovute per sinistri provocati o dipendenti da:

a)      Guerra, scioperi, sommosse, tumulti popolari,  terremoti, fenomeni atmosferici aventi caratteristiche di calamità naturali, fenomeni di trasmutazione del nucleo dell'atomo, radiazioni provocate dall'accelerazione artificiale di particelle atomiche;

b)      Scioperi, rivoluzioni, sommosse, saccheggi, atti di terrorismo e vandalismo;

c)      Dolo del beneficiario ivi compreso il suicidio o il tentato suicidio;

d)      Gare motociclistiche e relative prove e allenamenti, alpinismo con scalata di rocce o accesso ai ghiacciai, salti dal trampolino con sci o idroscì, guida ed uso di guidoslitte, sports aerei in genere;

e)      Abuso di alcolici o psicofarmaci nonché dall’uso non terapeutico di stupefacenti e di allucinogeni”

 
 

Voglia la Kymco aver la cortesia di farmi sapere se:

a)      all’interno del motore 176 cc (di cui il Dink è provvisto) è consueto rilevare suddetti fenomeni di trasmutazione dell’atomo e, in caso affermativo, se il motore a propulsione nucleare così generatosi risulti a norma in base al D.Lgs 285/92 (Codice della Strada) e successive modifiche; voglia altresì farmi presente se il Dink 200, condotto all’interno dell’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra riesce a superare la velocità massima documentata di 109 Km/h;

b)      in caso di sciopero degli autobus risulti controproducente utilizzare il suddetto motociclo

Mi preme rassicurare l’Azienda Taiwanese che:
c)      non ho alcuna intenzione, dopo il mio suicidio, di richiedere alcun tipo di assistenza per quanto concerne lo scooter o parti di esso;

d)      non ho alcuna intenzione di praticare alpinismo, avendo cura di sostenere in cordata i 148 Kg di Dink200 né, tanto meno, ho intenzione di volteggiare dal trampolino a bordo del suddetto motociclo, nonostante il buon comportamento del medesimo sul bagnato;

 
Non mi resta altra possibilità che concludere:
e)      che il suddetto abuso di alcolici e/o psicofarmaci e/o sostanze stupefacenti…sia da attribuire esclusivamente a chi ha redatto le precedenti note integrative.


postato da: albolo alle ore 15:36 | Permalink | commenti (5)
categoria: scienza
martedì, 19 maggio 2009

Sebbene non mi attribuisca colpe specifiche nel caso in questione, tuttavia la consapevolezza che il 21 dicembre 2012 finirà il mondo non mi lascia del tutto sereno.

E, non sapendo di preciso la causa reale che porterà alla fine dei tempi, di conseguenza continuo a tormentarmi con domande del tipo: “avrò consumato più acqua di quanto strettamente necessario? Avrei potuto lavarmi di meno?” oppure “Sarà stata colpa di quella volta che mi sono dimenticato accesa tutta la notte la luce in bagno?”

Già, perché l’ansia comincia ad attanagliarmi fra le sue morse vigorose, come quando (me puero) si presentavano alla porta i Testimoni di Geova (o di chi ne fa le veci) ad annunciarci, lieti, la fine del mondo per il giorno seguente! Quanti pianti di terrore, fra me e mia sorella!

Ma se allora erano solo pochi esaltati a chiederci di pentirci in fretta, adesso si è scomodato nientepopodimeno che Roberto Giacobbo, il celeberrimo conduttore di Voyager - ai confini della conoscenza! Pare infatti che una profezia dei Maya, estratta dal Codice di Dresda, faccia arrestare il tempo il 21 dicembre del 2012. Sebbene il suddetto gioral-fantasista si sia prodigato nello spiegare che non si tratterà di una vera e propria fine del mondo, bensì dell’inizio di una nuova era…l’unica immagine della profezia possiamo ricavarla sempre dal codice di Dresda; in essa si vede l'acqua che distrugge il mondo, fuoriuscendo dai vulcani, dal Sole e dalla Luna e generando oscurità che prevale sulla luce. Proprio un bell’inizio per una nuova Era!!!

Comunque, per farvi comprendere la stima che nutro nei confronti del Giacobbo nazionale, vi basti pensare che ho visto una sola puntata di Voyager: quella del 25 dicembre 2008. Dopo una serie di servizi più o meno verosimili, il Giacobbone, come niente fosse, ti butta lì Mothman, l’Uomo Falena, una misteriosa creatura che sarebbe stata ripetutamente avvistata in America nella seconda metà degli anni ’60 (in prossimità di distillerie abusive, probabilmente).

Nel programma si raccontava di alcuni avvistamenti avvenuti anche sulla centrale nucleare di Cernobyl e persino dopo la caduta delle Torri Gemelle di New York, cioè nei luoghi di alcune delle più grandi disgrazie della modernità.

Alcuni suggeriscono che l’Uomo-Falena non sia altro che un barbagianni di dimensioni poco superiori alla norma, altri affermano invece che le apparizioni siano avvenute sempre in prossimità delle poche porte spazio-temporali presenti nella Terra! "Come contenuto scientifico non c'è male" devo aver pensato nei tre secondi netti intercorsi tra l'inizio del servizio e lo spegnimento del televisore, giusto in tempo per riprendere a sputare palline di carta sull'armadio.

Io non so a quali miraboliche conclusioni sia arrivato il programma in questione, però, che io sappia, questo Uomo-Falena, non è contenuto nella lista delle specie protette, per cui, se lo avvistate, per favore…abbattetelo! E, insieme a lui, Giacobbo.

   

postato da: albolo alle ore 14:18 | Permalink | commenti (7)
categoria: scienza
mercoledì, 11 febbraio 2009

Già che dover pagare per faticare è una cosa che mando giù malino, però che uno debba uscire dalla palestra fiaccato nel fisico e nel morale...proprio non lo concepisco!


E allora che ci vai a fare in palestra, direte voi? Ho diverse teorie in proposito e ve le vado or ora a presentare.

Innanzitutto dovrebbe essere chiaro che lo scopo primario della palestra non è la fatica ma la socializzazione e l’affinamento dell’arte della dialettica e dell’oratoria; in secondo luogo non capisco i fissati che stanno a pensare se hanno mosso in maniera equilibrata tutti i muscoli del corpo e vanno in paranoia se non sono riusciti ad allenare adeguatamente il coracobrachiale sinistro e seguono teorie più o meno scientifiche su come migliorare la massa muscolare utilizzando carichi crescenti o piramidali o giocando su ripetizioni, recuperi o assunzione di amminoacidi o stricnina.

L’approccio migliore è quello che segue una metodologia che definirei “scientificamente casuale”; essa metodologia impone, tra le altre cose, due regole fondamentali:

-         l’utilizzo della macchina più comoda, cioè quella in cui si lavora da seduti, e sulla quale si può permanere in riposo più e più tempo

-         l’utilizzo del peso che si trova preimpostato sul macchinario, in seguito all’utilizzo precedente

Tutto ciò presenta l’indiscutibile vantaggio di non stressare l’organismo, non farlo abituare a ritmi costanti e poi - cosa fondamentale - non obbliga ad abbassarsi per cambiare il peso nell’attrezzo!

Per quanto riguarda lo Spinning in particolare, vanno fatte alcune precisazioni.
Innanzitutto lo Spinning fa male e può nuocere gravemente alla salute se non viene adeguatamente favorito il ricambio di ossigeno nei polmoni tramite un corretto esercizio vocale (in parole povere è necessario parlare il più possibile durante la lezione). Questo ascoltando non me ma i ricercatori della celeberrima “University of New Castle on Thin” (la traduzione spetta a voi), nota in tutto il mondo, tra le altre cose, per le sue rivoluzionarie teorie dello sgabeo farcito. Considerate adesso questa evidenza sperimentale. Da novembre a metà dicembre ho partecipato con assiduità a non meno di 3 lezioni a settimana, accusando un aumento di peso corporeo di quantificabile in circa 2 Kg. Nelle due settimane successive, nonostante gli stravizi delle feste, il mio peso è rimasto pressoché costante. Ergo lo spinning fa ingrassare, come dimostra anche la presenza di istruttori supplenti variopinti ed approssimativamente obesi. Il consiglio che si può dare all’ignaro utilizzatore di questi marchingegni infernali chiamate “bike” è quello di sforzarsi il meno possibile, anche per prevenire le frequentissime malattie croniche conseguenti all’uso indiscriminato di tali aggeggi, come ad esempio le varie forme di Discopatia, Ebola o Pellagra.

Capita sovente, però, che il malcapitato utente venga stimolato all’utilizzo di carichi di lavoro eccessivi, da istruttori (d-istruttori) particolarmente pignoli. In questo caso le raccomandazioni sono: sistematevi in angoli lontani dall’istruttore e difficilmente visibili; fate finta di girare la manopola della resistenza e simulate fatica con smorfie e contrazioni del viso e movimenti ritmici di capo e spalle. In questo modo sarà salva tanto la salute fisica quanto l’onore.

Al termine di questa discussione vorrei iniziare a introdurre un tema che svolgerò più approfonditamente in seguito; la dieta. Sempre i ricercatori della New Castle University hanno scoperto recentissimamente un’efficacissima dieta a base di stracci (chiacchiere, o cenci che dir si voglia). La dieta lascia liberi di ingurgitare qualsiasi pietanza senza restrizione alcuna; l’unico obbligo è quello di consumare a fine pasto una discreta quantità (diciamo approssimativamente una cofana) di stracci. Io stesso ho testato questa dieta lunedì sera con il risultato che ho perso mezzo Kg in un solo giorno. Come diceva il Mitico Guido Angeli nella pubblicità di Aiazzone, negli ormai lontani anni 80: provare per credere!

P.S. ovviamente le donzelle dovrebbero essere esentate dagli allenamenti in palestra in quanto inconciliabili con i canoni estetici femminili già esposti qui
postato da: albolo alle ore 11:22 | Permalink | commenti (10)
categoria: scienza
giovedì, 04 settembre 2008

Tutto sommato a me le lucertole stanno simpatiche. E mi stanno simpatiche in quanto animali stupidi. A me gli animali stupidi stanno generalmente simpatici. La lucertola rientra a tutti gli effetti nella categoria di animali simpaticamente stupidi. Immobile come una lucertola al sole, se ne sta al sole e, se pericolo avverte, scappa in maniera sconclusionata ed illogica, come ragazzi nelle prove di evacuazione antincendio. Il suo brutto parente geco, con boria a ventosa, scappa a capofitto lungo pareti verticali senza perdere contegno né aderenza; madame lucertola invece, se presa da spavento, si lancia nel vuoto atterrando maldestramente due o tre metri più in basso, non so se con grave danno o meno.

Le cimici, se non ingerite, risultano simpatiche assai. D’altra parte sono animali stupidi e, in caso di ribaltamento, possono stare ore a scalciare l’aria prima di riuscire a recuperare il corretto contatto con la superficie terrestre.

Anche la gallina, già celebrata nella famosissima canzone di pozzettiana memoria, “non è intelligente però è molto buona” e, pertanto, risulta simpatica ai più.

Ovviamente se essere animali stupidi può essere di per sé garanzia di simpatia, l’implicazione animale intelligente = antipatico risulta ontologicamente una forzatura. Il cane è notoriamente intelligente ma risulta di gran lunga uno degli animali più simpatici dell’intero globo terracqueo. D’altro canto non voglio perdermi qui nei sofismi cesellatori che mirano a sancire la sottile differenza che intercorre tra intelligenza e furbizia. Basti solo pensare che il cane è intelligente mentre il gatto è furbo; e il gatto è meno simpatico del cane. Chi però credesse che solo la furbizia fosse, a questo punto, sinonimo di antipatia cade nuovamente in errore, in quanto si possono annoverare migliaia di casi di esseri viventi intelligenti ma molto antipatici, in primis le scimmie e alcuni suoi lontani parenti!

Come riuscire a districarsi quindi nei meandri delle moltitudini di specie viventi che popolano il nostro pianeta è cosa assai ardua. Ritengo di poter dire senza tema di smentita che non esiste una regola sicura per stimare a priori se una data specie x risulti dotata dell’attributo di simpatia o meno. L’unica generalizzazione che mi sento di poter fare con un certo margine di sicurezza è la seguente: se vedete un animale furbo, stimatelo antipatico; se vedete un animale stupido, stimatelo simpatico; se vedete un animale intelligente, fate finta di niente e offritegli un caffè, non si sa mai.

Io non so come definirmi ma sappiate che mi sono molto simpatico.

postato da: albolo alle ore 21:46 | Permalink | commenti (4)
categoria: scienza
mercoledì, 23 luglio 2008


L’uomo rappresenta la parte più eccezionale della creazione divina; ovviamente dopo la donna, molti animali e alcune sostanze chimiche”. Non ricordo di preciso chi pronunciò queste parole ma è chiaro che esse sottendano un profondo studio e una mirabile intuizione. Se è vero, però, che l’uomo, nei secoli passati, ha sempre tentato di tenere la donna in uno stato subalterno, è pur vero che non ha mai pensato di poterne fare a meno, se non altro per questioni legate al piacere e alla sopravvivenza della specie. Cosa diversa accade oggi per la donna che, raggiunta l’uguaglianza dei diritti e mantenuta a suo favore la disuguaglianza dei doveri, medita di poter fare a meno della sua storica controparte, facendo affidamento sui più moderni ritrovati della scienza. E’ di pochi giorni fa la notizia, infatti, che scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi. La figura maschile, ormai umiliata su più fronti, perderebbe di fatto ogni utilità, se si conta che, anche per quanto riguarda il puro sollazzo femminile, sono in commercio svariate alternative in materiale anallergico. A rendere ancor più preoccupante lo scenario è il fatto che i bambini nati in questo modo potrebbero essere esclusivamente di sesso femminile.

Per fortuna, come ribadisce il Professor Otrebla dell’Institute of Applied Constipation di Pegazzano City (Massachusetts), se un mondo di soli uomini sarebbe molto triste e privo di scopo, “un mondo composto da soli esseri femminili non avrebbe futuro: si scannerebbero tutte nel giro di pochi giorni”!


Tutto questo solo perché ho recentemente passato una giornata in un laboratorio-gineceo dell’Università di Pisa...

postato da: albolo alle ore 22:26 | Permalink | commenti (4)
categoria: scienza
venerdì, 20 luglio 2007

L’esimia psicologa Silvia, in via del tutto eccezionale, mi ha concesso l’impareggiabile onore di rendermi partecipe di alcune tecniche terapeutiche utilizzate nella cura dei bambini psicologicamente fragili. E’ noto ormai da tempo, infatti, che la predisposizione verso taluni disturbi della psiche e i relativi sintomi siano evidenti già in età pre-adolescenziale e risulta pertanto palese come una cura mirata e tempestiva possa evitare che tali fenomeni possano manifestarsi con devastante brutalità in età adulta. Recenti studi condotti da diverse università americane hanno dimostrato come il 95 % degli omicidi, il 67 % degli stupri, il 75 % dei suicidi e la quasi totalità dei furti di accappatoi negli hotel di lusso, tutte manifestazioni degenerative di forme di introversia infantile, potrebbero essere prevenuti ed evitati con un intervento specifico sul soggetto in fase di crescita. Forme latenti di depressione, di disturbo ossessivo-compulsivo, di derealizzazione possono oggi venire affrontate, oltre che con un approccio farmacologico, anche tramite l’utilizzo di semplici esercizi cognitivo-comportamentali che favoriscano il giusto rapportarsi con la realtà circostante. Un esempio tipico consiste nel fare imparare a memoria allegre canzoncine che abbiano come soggetti il mondo della natura e l’eterno rigoglio della vita. Riporto qui di seguito il testo di una di tali canzoncine, così come mi è stato inviato dalla Dr.ssa Silvia medesima.

6 coniglietti andavano a spasso
1 sbatteva la testa contro un sasso
5 conigli andavano al mare
1 di loro finì per affogare
4 conigli giocavano in un prato
1 si è perso e non si è più trovato
3 coniglietti videro un bue
dalla paura rimasero in 2
2 coniglietti andavano all'ovile
un cacciatore sparò con il fucile
1 coniglietto che aveva buon cuore
rimasto solo moriva di dolore!!!!!!!!!


Come ulteriore prova della bontà del metodo si consideri, per contrasto, quante turbe della psiche compaiano in un soggetto come me, cresciuto con motivetti apparentemente innocui come Heidi, Isotta, Il bassotto poliziotto e così via...

 

postato da: albolo alle ore 10:11 | Permalink | commenti (3)
categoria: scienza
domenica, 11 febbraio 2007


Questa rubrica, nata con lo scopo di avvicinare i bambini alla scienza e alle nuove tecnologie, proporrà periodicamente temi di attualità, progresso e storia delle scoperte scientifiche. Per la gioia di tutti i bambini, quest'oggi proporrò un saggio riguardo alla scoperta delle leggi di gravitazione universale.

Newton, fisico dormiente,

con la mela sul teston

ti scopriva, come niente,

tutta la gravitazion!

postato da: albolo alle ore 14:52 | Permalink | commenti (3)
categoria: scienza