giovedì, 29 ottobre 2009
L’irruzione di trans nel mondo politico ha sconvolto, in questi giorni, l’opinione pubblica, con i suoi risvolti più grotteschi ed inquietanti. E se da un lato c’è chi si ostina a non voler interferire con la vita privata dell’individuo, ritenuta sacra ed inviolabile…per la curiosità morbosa dei più e per l’ingordigia remunerativa di altri, gli ultimi avvenimenti della più scottante attualità rappresentano un’occasione troppo succulenta per non sguazzarci dentro, anche con intenti forcaioli o solamente propagandistici.
Comunque l’imperversare del sesso nelle sfere dell’Alta Amministrazione della Cosa Pubblica si svolge, per fortuna, nel segno della coerenza e del politically correct! Se da un lato, infatti, il Popolo delle Libertà, tenendo fede al proprio nome, si diletta con signorine dai facili e lucrosi costumi, il Partito Democratico, in linea con le sue convinzioni anti-omofobiche, spalanca le porte della politica ai travestiti. E in questo puttanaio generale, è fin troppo facile sottolineare come Rutelli e la Binetti si sentano attratti dai vari ”Casini” di turno.



Ma Partiti Omo-democratici e Case (Chiuse) delle Libertà, collezionisti di Ford d’epoca o di antichissimi mestieri, non riescono, in queste ultime ore, a tenere desto il pubblico interesse come la notizia apparsa ieri sul teutonico “Der Spiegel”, inerente alla scomparsa di tal Lady Erfindungsgabe, affascinante ma sopravvalutata firma del “Le Monde du Albol”. Pare infatti che la signora Erfindungsgabe, dopo una lunga e sofferta agonia, sia misteriosamente scomparsa da più di un mese. Non si sa ancora, in queste drammatiche e confuse ore, se la scomparsa della stessa sia da imputare alla sua malcelata volontà di farla finita una volta per tutte o semplicemente si tratti di una pausa di riflessione stitica. Quel che è certo che a tutt’oggi si sono perse le tracce e la polizia brancola nel buio. A noi non dispiacerebbe, però, che semplicemente fosse…andata a puttane anche lei, tanto per restare in argomento. Come si vede, alla fin fine, tutto il mondo è paese.
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martedì, 22 settembre 2009
Proseguono le polemiche in Parlamento sulla questione “fine del mondo”

Non si placano le polemiche nel mondo politico dopo l’intervento del Pontefice Benedetto XVI che, dalle colonne di Repubblica, aveva annunciato ieri l’imminenza della fine del mondo. I nodi cruciali da sciogliere riguardano la data e le modalità dell’evento. La Santa Sede si è detta pronta ad espletare tutte le formalità di rito in tempi rapidi, in modo da arrivare in sede di Giudizio già nel mese di gennaio, appena terminate le festività dell’ultimo Santo Natale. La data stabilita sarebbe, secondo fonti molto vicine al Vaticano, quella di domenica 17 gennaio. Vibranti proteste si sono alzate dagli ambienti dell’estrema sinistra. Diliberto ha parlato di inaccettabili ingerenze della Chiesa nella vita del Paese, mentre Caruso ha annunciato l’intenzione di disubbidire ai diktat papali.
Più caute ma ugualmente infastidite le reazioni nel Partito Democratico. D’Alema ha affermato che l’istituzione della fine del mondo rappresenta una decisione unilaterale di un’entità non appartenente all’ONU ma si è detto favorevole all’apertura di un confronto con le autorità pontificie, tenendo presente che prioritaria resta la questione del suo posto barca in paradiso. I quattro candidati alla carica di segretario del PD, Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, Ignazio Marino e Gianfranco Fini, “concordano” sulla data dell’evento che si dovrebbe tenere rispettivamente il 28 marzo, il 5 aprile, il 17 agosto e il 23 settembre. Preso atto della diversità di vedute, Franceschini ha precisato che comunque chi vincerà le primarie sarà il segretario di tutti, nonostante Marino sia un pentito dedito allo spaccio di crepes alla nutella e Bersani un pelato di merda.


Più distesi i toni nella maggioranza, con il solo Bossi a chiedere apertamente che venga ammessa al cospetto del Supremo solo la parte produttiva del Paese e, comunque - per intendersi -, niente negri e terroni. Bondi si dice sicuro che, alla fine, il Premier riuscirà a parlare “da pari a pari” con l’Altissimo e a gettare le basi per l’uscita definitiva dalla crisi. Nella peggiore delle ipotesi, comunque, Alfano avrebbe già pronta una proposta per sospendere dal Giudizio le più alte cariche dello Stato.




Ancora coperte da strettissimo riserbo, invece, le reali motivazioni che hanno portato alla grave decisione; dalle prime indiscrezioni trapelate pare comunque che decisivi siano stati il continuo aumento di entropia dell’universo, l’innalzamento del livello del mare e la vittoria di Marco Carta all’ultimo festival di Sanremo.

A proposito di cultura e spettacolo, da registrare il forte malumore di Roberto Giacobbo, al quale che il Vaticano voglia anticipare la fine del mondo (da lui fissata per il 21 dicembre 2012) proprio non va giù.

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venerdì, 06 giugno 2008
ROMA – La Conferenza Fao sull’alimentazione ha aperto i suoi lavori lanciando un allarme senza precedenti e svelando dati assai preoccupanti: a fronte di mille milioni di persone in sovrappeso vi sarebbero oltre 820 milioni di persone che soffrono la fame! Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha dichiarato che il mondo "ha bisogno di produrre più derrate alimentari: occorre aumentarle del 50% entro il 2030". Principali indiziati sono i limitati sussidi all’agricoltura e lo sviluppo dei biocarburanti, che avrebbe causato un’impennata dei prezzi delle materie prime agricole. A questo punto gli scenari che si delineano per far fronte all’emergenza sono due: o l’ampliamento delle zone destinate alle coltivazioni o una maggiore produttività delle stesse. Nel primo caso, l’esperienza più "significativa" è quella del Mato Grosso, il cui governatore Blairo Maggi, detto "il re della soia", promuove la deforestazione "legale" a favore dell’agricoltura e dell’allevamento. Questo fatto fa riflettere, se si pensa che nella sola Amazzonia brasiliana e solo ad aprile di quest’anno sono andati distrutti oltre 1100 Km2 di foresta, e non è improbabile che qualcuno se ne abbia a male... Un approccio di questo genere porterà inevitabilmente a riconsiderare l’ipotesi di una massiccia colonizzazione di territori siti in altri pianeti del sistema solare e non, con buona pace di Marziani, Gioviali e compagnia (aliena) cantante. Una soluzione che pare più efficace ed in linea con i tempi, come già detto, potrebbe consistere nell’aumento di produttività dei terreni agricoli esistenti. Le conoscenze scientifiche e le nuove tecnologie hanno permesso negli ultimi decenni di fare passi da giganti ma tali risultati si scontrano inevitabilmente con i nostri legittimi sospetti su un uso eccessivo dei più moderni ritrovati della chimica e delle manipolazioni transgeniche dei cavolfiori!


La soluzione, in realtà, è sotto gli occhi di tutti, anche se molti fanno finta di non vederla. La popolazione mondiale è attualmente valutata attorno a 6 miliardi di unità e potrebbe crescere, secondo le stime degli esperti, di circa 3 miliardi entro il 2050. Giratela come volete ma il problema è che con tali cifre diventa impensabile ottenere un pieno successo, quale che sia l’intervento attuato. A parte una necessaria ridistribuzione delle risorse in questo mondo a due velocità, mi pare evidente che qualsiasi intervento non possa prescindere da una seria politica di disincentivi alla procreazione scriteriata. "Scopate meno" potrebbe essere il motto di questa nuova campagna sociale! Io, nel mio piccolo, potrei essere un valido esempio da seguire, ma è chiaro che il grosso della partita non si gioca a queste latitudini. Così gli alti guerrieri del continente africano, per quanto notoriamente provvisti di un’ottima "dotazione di bordo", potrebbero astenersi dall’utilizzarla tutti i santi giorni! E come loro gli indiani, i cinesi e così via (anche se qui contano anche le longitudini)
La Chiesa,d’altro canto, in tale campo è sempre stata un po’ prevenuta, escludendo con eccessivo rigore la possibilità di intervenire con grandi campagne di contraccezione, che io invece guardo con favore tanto per quanto riguarda la specie umana che quella dei piccioni.
Secondo studiosi della teoria della complessità applicata alla storia, la prevista esplosione demografica dei paesi sottosviluppati sarà il nuovo margine del caos. E il margine del caos è "il campo di battaglia permanente in bilico tra inerzia e anarchia" e, in tali condizioni, piccole fluttuazioni possono portare a grandi sconvolgimenti, a enormi catastrofi. Ci siamo già passati, ci ripasseremo. Io, ad ogni buon conto, spero di morire prima.
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