Gli amanti della musica sono vivamente pregati di non ascoltare...e aspettare pazienti il post successivo!
Besos

Trrr…uff…trrr…trrentattrrè!
Oh, bravo! Vede che se si impegna ci riesce? Non era poi così difficile, vero?
Ora mi dica: se tocco qui le fa male?
Boh!?
Come sarebbe: “boh”?! Se non lo sa lei che è il paziente…
Se non lo sa lei che è il medico; tutto quello studio a cosa le è servito?!
Non faccia il bambino; questa frase me l’ha già detta quando aveva meno di dieci anni. Appena prima di darmi dell’”assassino”. Crede che me lo sia dimenticato? Ridica trentatré…
Trentatré! Trentatré! Trentatrè ! (tredici)
L’ho sentita, sa ? Che paziente difficile è lei! Dov’è che sente male?
Sento un fastidio qui, a livello delle spalle; come un peso, un’oppressione; mi schiaccia.
E un dolore…dietro…un po’ più in basso…
Ahahah, quello è normale alla sua età, con il “successo” che ha riscosso! E consideri inoltre che c’è stato di mezzo anche San Valentino!
Eh, già, non ha giovato…
Sa che è proprio buffo lei? E’ rimasto tale e quale quando era bambino. Solo un po’ meno aggressivo…Non è cresciuto per niente: stessa infantilità, stessa permalosità, stessa scontrosità! Stesse ansie, stesso comportamento ossessivo! Stesse…
Stesse zitto ogni tanto, dottore! Sa cosa le dico? Facevo proprio bene a nascondermi dentro l’armadio o dietro le pile di libri, quando arrivava lei a visitarmi!
La sua antipatia era contraccambiata al 101%! E’ per quello che le prescrivevo quegli sciroppi così amari e disgustosi! In realtà servivano a ben poco…
(Brutto str….)
…Stesse paure, stesse manie, stessa dabbenaggine, stessa tendenza al prolasso addominale, stessa…altezza (ghghgh)!!!
Ma dica un po’, lei: ora non è, perché è stramorto da più di un quinquennio, che può venire qui ad offendermi impunemente! Va bene il rispetto, però tutto ha un limite!
Oh, no, caro; ci sono cosa che limiti non ne hanno proprio…A sproposito, me ne vado, torno nel suo oblio. Mi stia bene (se ci riesce)!
Dottore...ma dove va? Mi dica almeno se guarirò…
Ah, giusto, mi ero scordato! No, non guarirà; andrà sempre peggiorando. Non c’è nulla da fare. Mi dispiace (o forse no).
Oddio! E quindi?
Quindi tornerò il 13 febbraio del prossimo anno e le ripeterò la stessa visita…
La stessa identica?
Precisa precisa!
E mi rifarà le stesse domande?
Ovvio.
E le dovrò dire di nuovo cosa mi fa male?
Esatto! Sta facendo progressi sorprendenti!
E mi farà dire di nuovo “trentatré”?
Eh no! Troppo facile: “trentatré” si dice una volta sola nella vita! Ma vedrà: ci accorderemo per un altro numero, magari appena un po’ più grande…Ci vediamo!

Risale ai primi anni universitari l'esperienza genovese che tanto ha intristito il povero Albolo. Della sporcizia, del vento terribile e della deprimente vita del capoluogo ligure parla la seguente canzonetta redatta appunto in quegli anni...
Oppure rimangono in piccoli pezzetti e rigoletti, in mucchietti
Che lì è molto più che un tormento…non li porta via il vento…
Contribuiscono a intorbidire l’aria, creando folte nuvole di smog
e allora fuggono le bambine, le ragazze carine non ci sono,
c’è un buco nell’ozono grosso come un cratere, la mafia è al potere,
i treni deragliano e ragliano gli uomini; o Ministro mi senta
che so? un esplosivo, un anti-lassativo per i cani,
un forte astringente che salvi la gente da questo tormento
e calmi un po’ il vento
e assegni galere alla mafia al potere
e, per stare sereni, non deraglino uomini e treni!
Ma per fare questo io mi rendo conto
Non basta lo sforzo congiunto del mondo
E allora è più onesto o un fatto di fede che io in questo posto…
…non ci metto più piede!

(Albolo, periodo sanremese)
Più avanti, se lo riterrò opportuno, vi illustrerò nei dettagli la terribile situazione genovese...

Semaforo affollato, folti fumi, in prima fila grosse moto, motorette, scooter, "motoscorreggette"
sopra scomposti, zigzaganti, conducenti come tanti…
Non mi inganni: il tuo casco colorato mi parla di te, mi dice che tu non hai ancora 18 anni.
Non mi inganni: la tua mini-minigonna rivela il tuo ruolo,
racconta che tu non sei, no non puoi essere un uomo!
Che genio che sono! Non sarò, questo lo so, non sarò certo uno Sherlok Holmes, però…
Non attraverso per guardarla, fermo al verde come un pirla, del resto il verde, da solo, non mi pare
un motivo sufficiente per passare
poi non è bello neanche farne una questione di colore,
è un concetto che ho imparato a scuola, nelle ore di religione…
e non vorrei per un attraversamento, normale, banalissimo,
trovarmi in tribunale, adesso, tacciato di razzismo…
Sarà una scusa, ammetto, però cosa importa? Ciò che conta è che ti aspetto, insomma...
Minorenne in minigonna indelebile hai lasciato in me l’impronta,
ascolta: sai che non serve essere grandi per essere importanti e non conta poi l’età
per dar qualcosa che si ha…
...di dentro, lo preciso e, intanto, all’improvviso, intravedo il viso sotto quell’elmo in cui, in ogni centimetro,
hai inciso un cuoricino, me ne dedicheresti uno? Su mille, che sarà…
Mi rispondi? Non ti capisco, parli con me o mastichi una gomma?
Come, scusa? Ti sei offesa perché ho definito molto mini la tua gonna!
Ma, sai, scherzavo, la verità è che mi delizia l’ideale tua dolcezza, quella timida malizia appena sorta...
sì, però, guardando bene…la tua gonna è proprio corta!
Perdonato? Come dici? Con me staresti bene, ti sentiresti donna?
Così leggo dal labiale…cazzo voglio? Masticavi solo la tua gomma!
Fottutissima gomma…stramaledettissima gomma…stra, arci e issima gomma!!!
Minorenne in minigonna già pensavo a come sarebbe stato bello se noi...
Ma per ripicca ora interrompo il ritornello: STOP!
Però non è giusto crucciarmi con te soltanto perché non mi hai voluto,
lo faccio invece con chi mi dice che la tua “beltà” è attenuata dall’età:
la bellezza è un assoluto, se si valuta con un unico canone
e non c’è niente, se non in se stessa, che la possa attenuare.
E quindi non aver per le altre invidia, invidia avran loro di te…
E’ molto strano adesso o, almeno, lo è abbastanza
scoprire che quello che hai in più delle altre in fondo è una mancanza,
un traguardo non raggiunto, come l’amore più puro:
sempre ricerca, sogno, mai approdo sicuro…
Sarò sincero questa volta: quello che provo per te non lo provoca la tua gonna (anche se è corta)
Ma è travolgente tenerezza chiusa in me, fortezza inattaccabile, inespugnabile…
Riassumendo: oltre che è un assoluto la bellezza, che io provo tenerezza,
che di me non ti sei accorta, che il semaforo non serve, che la gonna è proprio corta…
una scoperta basilare pari a quella della ruota:
la bellezza non ha età ma, se ne ha, beh…ne ha poca!!!
Albolo, periodo sanremese
E sto pensando a te anche in questa notte.
E’ strano in questo sonno che non viene
scoprire te non molto più che un sogno,
idea lontana che neanche resta insieme.
E’ strano in questa notte di colori
che avvolgono nel buio la mia mente
sentirti intensa e immensa come sempre
e vaga, come nebbia che dirada.
E sto pensando a te anche in questa sera
che è colma di speranze e di piacere
e di dolore che si insinua in lingue,
ormeggio di quel gelo che è davvero
e brucia. Ma trionfa sul tuo viso
un segno, una parte più di tutte,
che sia uno sguardo, comunque sia è un avviso
che sto pensando a te anche in questa notte.
Domani poi continuerò a tenerti
ma dentro, senza niente di reale
e amarti in me con forza e tanto ardore
da avere amore, il mio per te e il contrario.
Eppure è tanto bello averti appresso
ed è così appagante averti amata,
sei tu, dimmi di sì, che sei qui adesso…
ma forse è solo il sonno che è arrivato.
Sei tu, dimmi di sì, che sei qui adesso…ma no,
ancora un’altra volta ti ho sognata..
Albolo, periodo sanremese*
* per notizie sul periodo sanremese vedasi post 19 febbraio 2006


(J. kronemberg, periodo ocra)


La mia vita è una lotta contro il tempo.
Ogni giorno rincorro l'istante vissuto
e il treno delle sette e un minuto.
E' una gara dura e quotidiana.
Ma vince sempre lui...porca puttana!
Questo scivevo molti anni fa per giustificare il mio perenne ritardo in ogni occasione. Mi accorgo che, ad oggi, non è cambiato nulla. A proposito di ritardatari...siete ancora in tempo per scrivere un adeguato finale alla fiction Giulia. Ci sono state già moltissime adesioni (1, Daisi) ma potete fare di più: w la fantasia!
Vi lascio con il tramonto di ieri visto da casa mia. Bacioni.

