martedì, 20 gennaio 2009

Nel felice e felicemente antidemocratico Stato di Albolandia, celebre per i gusti estetici sopraffini dei suoi abitanti, si ama “dividere” le donne in due categorie: quelle ALTE (superiori ai 165 cm) e quelle PIACENTI (inferiori o uguali a 165 cm).

E’ altresì cosa veritiera che si ama pure dividere le donne in altre due categorie: quelle MAGRE e quelle GENEROSE.

A veder bene si potrebbe anche verificare che è consuetudine dividere le donne in ulteriori due categorie: le GIOVANI (inferiori ai 25 anni) e le VEGLIARDE (dal compimento del 25° anno), ma per ora ignoreremo questa ulteriore distinzione.

Ovviamente, come in ogni stato che si rispetti ma anche no, ogni anno viene tenuto un concorso di bellezza, aperto a tutte le donne in doppia cifra (10-99 anni), divise per categorie e giudicate da apposita Giuria di esperti, presieduta dal Sovrano stesso. La manifestazione si svolge a metà agosto, in uno stabilimento balneare di proprietà dello Stato e quindi del Sovrano, giacché ogni cosa è dello Stato e ogni cosa (e persona) dello Stato è, ovviamente, proprietà del Sovrano.

Nella Giuria non alberga nessun preconcetto e nessuna forma di discriminazione, tanto è vero che qualunque delle iscritte può, in teoria, ambire alla vittoria del celeberrimo Tubero di Rame, senza discriminazione di razza (cittadine o campagnole), colore (dei capelli), età e appartenenza politica (che comunque appartiene al Sovrano). Non sfuggirà ai più, d’altro canto, che se tutte possono ambire alla vittoria finale, le favorite sono senz’altro da ricercarsi nell’intersezione delle prime categorie citate, cioè dalle ragazze che possono vantare la contemporanea appartenenza alla categoria PIACENTE e GENEROSA.

Ovviamente per sfuggire a qualsiasi forma di arbitrarietà e fornire uno strumento obiettivo che dia garanzia di imparzialità, si è messa a punto una metodologia che si rifà alla teoria del “calco dentale”. Essa teoria si basa sull’istinto alla morsicazione che la visione di un bel corpo femminile tondeggiante può provocare. Per maggiore imparzialità, ogni anno viene estratto a sorte un popolano tra i possessori della Social Card, ed esso viene nominato “Morsicatore Ufficiale”, con enorme sua gioia. Purtroppo sfortuna vuole che, per la troppa emozione, questi morsicatori popolani la notte precedente alla gara si sentano immancabilmente male o si smaterializzino, obbligando il povero Sovrano alla loro sostituzione.

Per farla breve, più una ragazza è bella secondo i canoni albolandesi, più morsi riceverà nel gluteo destro. Alla fine sarà compito dell’attenta giuria provvedere al meticoloso conteggio delle impronte dentali impresse sulla viva ciccia. Va da sé che la vincitrice sarà la ragazza che avrà ricevuto il maggiore numero e profondità di impronte. E va da sé, altresì, che le ragazze troppo magre non potranno mai ambire alla vittoria finale e a cingere la propria testa con il Tubero di Rame.


Questo post vorrebbe essere un tributo alla lotta contro la magrezza

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giovedì, 29 marzo 2007

Nell’ultimo post avevo annunciato la mia seria intenzione di chiudere il mio blog. Vorrei chiarire brevemente quello che mi ha condotto a tali considerazioni.

Innanzitutto era da un po’ di tempo che mi sentivo a corto di ispirazione, come se non avessi niente da dire e questo vuoto è stato vissuto da in modo abbastanza doloroso cosicché, quando si è trattato di scrivere l’ultima prova di Quorum, con video correlato (che poi non sono riuscito a postare), la totale mancanza di idee originali mi ha condotto a trarre le conseguenze di cui sopra…
E’ seguita una settimana di riflessioni, sulle quali non ha giovato l’eliminazione da Quorum...


Ed è ora giunto il momento di annunciare che…

Cavolo, è pur vero che io non ho in questo momento cose da dire, ma è altrettanto vero che io cose da dire non ne ho mai avute e, nonostante questo, il mio blog è andato avanti per più di un anno, senza eccessive lamentele!
Secondariamente, se adesso mi privassi anche del blog, cosa mi resterebbe nella mia vita di veramente mio?
Ma soprattutto, sono pronto per poter rinunciare al quasi quotidiano contatto con persone belle come voi? Non mi manchereste forse troppo?

E’ grazie a tali considerazioni che vi annuncio che ilmondodialbolo resterà temporaneamente aperto, con aggiornamenti settimanali. Albolo I è morto come sapete dal post precedente, ma Albolo II ha deciso di non dedicarsi alla nobile arte dell’amore mercenario ma di prendere il comando di Albolandia!

La storia ci insegna che i più grandi uomini hanno sempre mostrato una certa disinvoltura a mutare le proprie opinioni; figurarsi se non me lo posso permettere io che, sotto tutti i punti di vista, sono un piccolo uomo!

Baciamo le mani...
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domenica, 03 settembre 2006

Ho deciso di smetterla di condurre una vita anonima e senza grandi prospettive. Ho deciso di fare qualcosa per cui il mio nome possa essere ricordato. Ho fatto tutte queste considerazioni e dunque ho deciso di costruirmi una città, un regno tutto mio. E la prima cosa da fare quando si ha un regno, è governarlo nel modo più saggio possibile. Dunque ho emanato la seguente costituzione, che fissa le regole fondamentali del mio piccolo stato…

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI ALBOLANDIA

Principi Fondamentali
Art. 1
Albolandia è una Repubblica approssimativamente democratica, fondata sul lavoro degli altri.La sovranità appartiene al popolo, che però preferisce lasciarla esercitare ad Albolo.
Art.2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, quali la partita domenicale, la pennichella post pranzo, la lettura di quotidiani sportivi, l’utilizzo dell’aria condizionata.
Art. 3
La Repubblica è una e indivisibile, anche perché è talmente piccola che sarebbe difficile dividerla…
Art. 4
Albolandia ripudia l’ora solare, l’uso di snowboard sulle piste da sci, l’uso delle K, delle abbreviazioni eccessive e di termini stranieri nei documenti scritti, ivi compresi blog, sms e quant’altro.
Art. 5
Le donne albolandesi sono obbligate a non utilizzare tacchi più alti di cm 4, a non portare tagli di capelli eccessivamente mascolini, a non portare maglioni legati sui fianchi, a non indossare calzoni bianchi e trasparenti se dotate di mutandoni della nonna.
Gli uomini albolandesi sono obbligati a non portare capelli di lunghezza superiore a mm 5, a non depilarsi e a non sottoporsi a trapianto di capelli.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Tali norme prevedono, tra l’altro, che le minoranze linguistiche in questione siano obbligate a parlare albolandese (una specie di italiano carente di doppie) e a dimenticarsi della lingua minoritaria, altrimenti Albolo non capisce.
Art. 7
La Repubblica, nel rispetto del patrimonio naturalistico (oltre che per fini di altro genere) stabilisce che la presente Costituzione sia idrosolubile.


Accetto consigli per migliorare questa Costituzione e le condizioni di vita nel mio Regno...
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mercoledì, 01 marzo 2006

L’altra notte un FOLLETTO mi chiedeva che cosa ci fosse nel mondo di Albolo. Io non sono abituato a dare confidenza agli aspirapolvere, però ho fatto un’eccezione e ci ho pensato su…
Bene, innanzitutto nel mondo di Albolo non ci sono pesci o, meglio, ci sono ma nessuno li pesca e soprattutto nessuno li cucina. Non ci sono gechi perché mi fanno schifo. La flora è rigogliosa ma non infestante. Nel mondo di Albolo non c’è un progresso fine a se stesso. In alcune strade c’è chi ancora si sposta con il carro a buoi e nessuno penserebbe di abbattere l’ameno e secolare Boschetto dei Debiti per costruirci un McDonald. Che comunque non ci sarebbe, perché nel mondo di Albolo i panini di plastica non esistono (fatta eccezione per quelli di plastica idrosolubile, ma solo per carnevale).
Nel mondo di Albolo non si fanno troppi progetti sul futuro e, quei pochi che si fanno, per fortuna non sono curati da ingegneri. Non ci sono ponti sugli stretti e non ha senso fare una linea ferroviaria ad alta velocità. Nel mondo di Albolo i treni sono tutti a bassa o scoraggiante velocità, però arrivano sempre in orario e sono affidabili.
Nel mondo di Albolo la prepotenza e l’astio sono banditi (e non nel senso che assaltano le diligenze). Chi alza la voce, soprattutto in treno la mattina tra le 6 e le 9, viene soppresso. Nel mondo di Albolo è stato brillantemente risolto il problema dell’immigrazione; infatti nessuno trova affascinante o vantaggioso entrare nel mondo di Albolo, dato che è un mondo senza ricchezza eccessiva. Del resto nel mondo di Albolo nessuno è interessato ad averla; per fare alcuni esempi, nessuno si preoccupa di comprare una TV al plasma da 13 milioni di pollici e qualche anulare, nessuno si rincoglionisce davanti alla play station per ore e nessuno è così stolto da innamorarsi di una Mercedes.
Nel mondo di Albolo c’è il pane che non fa ingrassare, c’è il gelato che fa bene all’ipertensione, il pandoro che cura il diabete, la panna che purifica l’organismo... C’è – è vero - la pellagra ma è l’unica malattia di un certo rilievo e ha un nome buffo.
Nel mondo di Albolo c’è il mare ed è immenso e commovente al tramonto e nel mondo di Albolo nessuno si sognerebbe di interrare i golfi, dragare i fondali, violentare la natura per fare spazio a montagne di container senza poesia.
Ma nel mondo di Albolo chi sbaglia ha sempre un’occasione di riscatto e chi non si redime non viene sottoposto a pene da girone dantesco; semplicemente non esiste più ed è come se non fosse mai esistito. E’uno dei pochi vantaggi di avere un mondo di fantasia.
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