Una giornata più orribile di quella di ieri non si ricordava perlomeno dal lontano 6 agosto 1945. Sarà stata la pioggia fitta fitta, caduta incessantemente dal mattino fino a sera inoltrata, o gli inutili ingombri della mente, o quelle lasagne in versione dietetica che ti illudono e deludono paurosamente…E il ticchettio della pioggia sui vetri che mi scorre addosso come il tempo che piove sempre più in fondo…
Non è mostrandosi sensibili e innamorati che si conquista il cuore di una fanciulla. Ne prendo atto con disappunto, appuntandomi (appunto) alcune note sugli errori da non ripetere in futuro:
- Se una donna cambia il proprio atteggiamento nei tuoi confronti, anche nel solo giro di due ore, NON insistere nel chiedere la causa dei suoi malumori; potresti innescare strane reazioni di indisposizione mestruale che la potrebbero condurre nel trinceramento più totale, sempreché non decida di azzannarti
- Se una donna reagisce con freddezza ai tuoi impacciati complimenti…NON è modestia o timidezza
- Se una donna non risponde più ai tuoi messaggi è un VAFFANCULO e “un vaffanculo è per sempre”, come il diamante e, come il diamante, dannatamente duro
- Non perdere tempo a torturarti in intricatissime capriole della mente per cercare di capire cosa hai sbagliato nei suoi confronti; non hai sbagliato niente. Sei tu che sei sbagliato per lei
Così mi accingo come cane che si lecca le ferite ad affrontare il mondo col mio solito sorriso da pagliaccio stampato sul viso, per succhiare qualche residua goccia di buonumore dagli occhi altrui.
E rimango qui, a bagnarmi ancora un po’ e il tram di mezzanotte se ne va…

Chiedo venia per la latitanza. Conscio, d’altra parte, che “se io latito, latito, mica faccio un illecito” … mi accingo a raccontarvi i motivi di questa mia prolungata assenza. “Racconta! Presto, facci sapere!” starete pensando voi, con un’espressione inebetita tra il curioso e l’impaziente. Ebbene, sono qui per questo. Allora, in preda ad una crisi da disoccupazione, ho deciso di affrontare il temibilissimo concorso per Ausiliario del Traffico, quello – per intenderci – che vi fa le multarelle se parcheggiate in divieto di sosta. Sono stati giorni di intenso studio, con relativo colpo di sonno quotidiano sulle pagine di un tomo alto ben più di 5 cm. Alla fine, martedì pomeriggio mi presento nella sede prescelta nelle seguenti condizioni: in ritardo di circa 15 minuti, a mezze maniche e in stato evidentemente digestivo (con ciò non intendo dire che emettessi ripetuti suoni gutturali ma semplicemente che avevo l’occhio spento per tipico abbiocco post-pranzo). Insomma le domande erano una più difficile dell’altra, soprattutto quella concernente l’abitante delle isole Vanuatu, in vacanza nel Golfo dei Poeti con tanto di Fiat Duna presa a noleggio a Casalpusterlengo e intenzionato a non pagare immediatamente il giusto tributo per un divieto di sosta non rispettato. Devo dire che sono uscito dalla sede d’esame, un antiquata scuola elementare di stampo visibilmente fascista, con la depressione e la consapevolezza di quello che ha sbagliato tutto nella vita….e invece SORPRESA! Pare sia riuscito ad accedere all'ambitissima graduatoria! Quindi sappiatelo: se vi capita di passare da queste parti durante i mesi estivi...non vi lamentate se un serissimo e devoto difensore dell'ordine civico vi avrà lasciato un ricordino cartaceo sotto il tergicristallo. E comunque quello non sarò certo io...


