Non capisco la ritrosia di certi uomini nell’ammettere di fare uso di Viagra. Io non ho nessun problema a dirlo: assumo una pastiglia blu tutti i santi giorni, a colazione, subito dopo la crostata alle prugne. Non ho rapporti sessuali con esseri umani più o meno dagli anni dell'asilo ma, quando la mattina entro in ufficio, faccio un figurone!
Questo dovrebbe bastare a rendermi felice e invece no, non mi accontento mai, voglio sempre di più. Questa ingordigia, questa scontentezza di fondo che mi permea e non mi permette di godermi serenamente i piccoli piaceri della vita mi ha portato alla soglia dell’analisi. Dico “alla soglia” perché, non appena ho visto il tariffario nello studio dello psicoterapeuta, ho girato i tacchi (a spillo) e me ne sono andato, contento di tornare a crogiolarmi nella mia scontentezza. Sono fatto così io: mi lancio con decisione nelle cose, salvo tirarmi indietro quando le devo iniziare davvero. Forse è paura. O forse sono semplicemente un po’ troppo ligure.
Ieri mi sono fermato per quasi un’ora a guardare la pioggia che cadeva tra castagni ricciuti e spinose acacie. Tra le tante cose inutili che mi piace fare, una è guardare la pioggia. Un’altra, ad esempio, è vivere. Mi piace vivere anche se a volte non l’ho pensato, anche se a volte ho detto il contrario. Mi piace vivere soprattutto quando scrivo e sento che con le parole riesco a mimare e rendermi conto del senso della vita, che è logico, è lineare , è chiarissimo.
Sabrina ha messo porte giallo canarino, nella sua nuova casa, quella vicino a piazza dei culi. Io mica glielo ho detto che fanno cagare, mi sono limitato a sorridere come un ebete, anche perché spesso è preferibile una piccola bugia di una grande verità, limpida ed inutile. Le porte gialle le avrei viste bene per gli uffici della mia azienda; anzi, non gialle, meglio arancioni. L’arancione è antidepressivo. La mia azienda no. Noi, come azienda intendo, siamo tutti un po’ tra il depresso e l’incredulo. Ma tanto, per fortuna, domani falliamo.
Buonanotte
Tutto sommato a me le lucertole stanno simpatiche. E mi stanno simpatiche in quanto animali stupidi. A me gli animali stupidi stanno generalmente simpatici. La lucertola rientra a tutti gli effetti nella categoria di animali simpaticamente stupidi. Immobile come una lucertola al sole, se ne sta al sole e, se pericolo avverte, scappa in maniera sconclusionata ed illogica, come ragazzi nelle prove di evacuazione antincendio. Il suo brutto parente geco, con boria a ventosa, scappa a capofitto lungo pareti verticali senza perdere contegno né aderenza; madame lucertola invece, se presa da spavento, si lancia nel vuoto atterrando maldestramente due o tre metri più in basso, non so se con grave danno o meno.

Le cimici, se non ingerite, risultano simpatiche assai. D’altra parte sono animali stupidi e, in caso di ribaltamento, possono stare ore a scalciare l’aria prima di riuscire a recuperare il corretto contatto con la superficie terrestre.
Anche la gallina, già celebrata nella famosissima canzone di pozzettiana memoria, “non è intelligente però è molto buona” e, pertanto, risulta simpatica ai più.
Ovviamente se essere animali stupidi può essere di per sé garanzia di simpatia, l’implicazione animale intelligente = antipatico risulta ontologicamente una forzatura. Il cane è notoriamente intelligente ma risulta di gran lunga uno degli animali più simpatici dell’intero globo terracqueo. D’altro canto non voglio perdermi qui nei sofismi cesellatori che mirano a sancire la sottile differenza che intercorre tra intelligenza e furbizia. Basti solo pensare che il cane è intelligente mentre il gatto è furbo; e il gatto è meno simpatico del cane. Chi però credesse che solo la furbizia fosse, a questo punto, sinonimo di antipatia cade nuovamente in errore, in quanto si possono annoverare migliaia di casi di esseri viventi intelligenti ma molto antipatici, in primis le scimmie e alcuni suoi lontani parenti!
Come riuscire a districarsi quindi nei meandri delle moltitudini di specie viventi che popolano il nostro pianeta è cosa assai ardua. Ritengo di poter dire senza tema di smentita che non esiste una regola sicura per stimare a priori se una data specie x risulti dotata dell’attributo di simpatia o meno. L’unica generalizzazione che mi sento di poter fare con un certo margine di sicurezza è la seguente: se vedete un animale furbo, stimatelo antipatico; se vedete un animale stupido, stimatelo simpatico; se vedete un animale intelligente, fate finta di niente e offritegli un caffè, non si sa mai.
Io non so come definirmi ma sappiate che mi sono molto simpatico.

