domenica, 24 agosto 2008
E così domani torno nel loculo polveroso e anti-igienico sede dello squallido opificio per mezzo del quale si entra nell'eterna tristezza dell'inverno lungo e buio. Colgo l'occasione, intanto, per ringraziare l'opificio stesso per avermi donato, con la sporcizia di un trasloco improbabile, un ameno ascesso corneale; ora che ho passato tutte le ferie con un occhio solo (beati monoculi in terra caecorum?)...sono sicuro che starò benissimo!
Non starò a tediarvi con il senso di malinconia che mi affligge in questo momento, elencherò solo un paio di cosette che NON ho voglia di fare:
  • non ho voglia di alzarmi alle 5:30 del mattino
  • non ho voglia di dipendere  dalle illogiche stravaganze di treni e affini
  • non ho voglia di tornare alla squallida routine quotidiana
  • non ho voglia che finisca l'estate

La soluzione non può essere che la seguente: mi licenzio e prendo esempio dal fighissimo bagnino dalle gambe storte, che affitta ombrelloni e lettini ad usura, si contorna di assistenti giovanissime e pienotte, vive col sapore del mare negli occhi, dall'alba al tramonto...


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giovedì, 07 agosto 2008



 Il Palio del Golfo e la fiera di San Giuseppe rappresentano gli unici appuntamenti annuali capaci di spingere lo spezzino (generalmente riluttante assai) ad affollare le strade cittadine. Queste due manifestazioni rappresentano anche l’occasione di incontrare persone che si pensava non abitassero più in città da diversi decenni, in questo, a dire il vero, alla pari con qualche funerale. Allo spezzino non ha senso chiedere se tifi per qualche borgata, come non ha senso chiedere cosa cerchi sui banchetti di San Giuseppe; non sono questioni necessarie, lo spezzino non si chiede perché partecipa a queste manifestazioni: ci va e basta. Perché la tradizione è la tradizione e se ogni anno il programma della giornata è identico preciso a quello dell’anno precedente…tanto meglio! Al limite costituirà un motivo per lamentarsi un po’! Io invece non mi lamento mai...

  Quest’anno la sfilata è stata di gran lunga meno entusiasmante di quella dello scorso anno; troppo lunga, lenta, male organizzata. Prima sono passate in fuga i mezzi d’epoca, con molti minuti di ritardo i gonfaloni e una banda, più staccati i giudici di gara e, molto indietro, si sono trascinate le borgate, con notevoli distacchi tra l’una e l’altra e anche all’interno delle stesse. Poche idee originali, compresa quella – discutibile - di fare sfilare una nuova “borgata” extracomunitaria! Ma la questione dell’originalità, si sa, è marginale: tanto, che vi siano idee originali e ben sviluppate o meno, le borgate sfilano comunque in un silenzio surreale e quasi imbarazzante. Lo spezzino applaude esclusivamente in tre situazioni: se conosce qualcuno che sfila (e allora lo deve chiamare o andare a toccare per far vedere che conosce nientepopodimeno che uno che sfila nel Tellaro vestito da arsella!), se vi è un adeguato sfruttamento della figura dell’infante (più sono piccoli e addormentati meglio è), se passa una banda. Lo spezzino stravede solo per le bande; si accende, s’inebria, si spella le mani! Salvo alla fine commentare, deluso: “mah, quest’anno non c’era musica!”

In effetti quest'anno al Palio non c'era musica e non c'era entusiasmo. C'era, è vero, M. ma c'era pure il suo fidanzato.
Ho sempre supposto che gli anni bisestili portino un po' sfiga...
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