“L’uomo rappresenta la parte più eccezionale della creazione divina; ovviamente dopo la donna, molti animali e alcune sostanze chimiche”. Non ricordo di preciso chi pronunciò queste parole ma è chiaro che esse sottendano un profondo studio e una mirabile intuizione. Se è vero, però, che l’uomo, nei secoli passati, ha sempre tentato di tenere la donna in uno stato subalterno, è pur vero che non ha mai pensato di poterne fare a meno, se non altro per questioni legate al piacere e alla sopravvivenza della specie. Cosa diversa accade oggi per la donna che, raggiunta l’uguaglianza dei diritti e mantenuta a suo favore la disuguaglianza dei doveri, medita di poter fare a meno della sua storica controparte, facendo affidamento sui più moderni ritrovati della scienza. E’ di pochi giorni fa la notizia, infatti, che scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi. La figura maschile, ormai umiliata su più fronti, perderebbe di fatto ogni utilità, se si conta che, anche per quanto riguarda il puro sollazzo femminile, sono in commercio svariate alternative in materiale anallergico. A rendere ancor più preoccupante lo scenario è il fatto che i bambini nati in questo modo potrebbero essere esclusivamente di sesso femminile.
Per fortuna, come ribadisce il Professor Otrebla dell’Institute of Applied Constipation di Pegazzano City (Massachusetts), se un mondo di soli uomini sarebbe molto triste e privo di scopo, “un mondo composto da soli esseri femminili non avrebbe futuro: si scannerebbero tutte nel giro di pochi giorni”!

Tutto questo solo perché ho recentemente passato una giornata in un laboratorio-gineceo dell’Università di Pisa...



