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Non dovrebbe essere consentito, in luogo pubblico, esprimersi in una lingua diversa dall’italiano (anche se solo accennato); dalla presente disposizione si dovrebbero considerare esentati esclusivamente i portatori di "visto turistico", rilasciato dalle autorità competenti per periodi variabili da 1 a 30 giorni.
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Dovrebbe essere stabilito per legge un volume di voce massimo (esprimibile in dB –decibel- o q.f.i. –Quantità di Fastidio e Irritazione) utilizzabile nelle conversazioni con telefoni cellulari. Tale disposizione dovrebbe riguardare tutti senza distinzione di nazionalità, razza, fede religiosa e abitudini alimentari/sessuali. E’ chiaro, d’altro canto, che andrebbe a colpire maggiormente gli extracomunitari, dato che evidentemente è loro ferma convinzione che le conversazioni con paesi siti a migliaia di Km di distanza necessitino di un tono di voce nettamente più elevato.
Detto questo, per affrontare la questione dell’integrazione con la serietà che merita, vi propongo un semplice ed emblematico aneddoto che mi ha fatto assai riflettere. Esso è particolarmente diffuso tra gli ingegneri ma ritengo che possa essere compreso ed apprezzato almeno da tutti coloro che abbiano portato a termine con successo la propria carriera liceale.
Nel paese della matematica c'e' una festa alle quale partecipano tutte le funzioni: seno, coseno, parabola, ex e molte altre. La serata trascorre piacevolmente, solo la funzione ex pare non divertirsi e resta in disparte. Allora la funzione seno le si avvicina e le dice: "Ciao, è tutta la sera che stai qui da sola, perché non ti integri?" ed ex risponde "No, tanto sarebbe la stessa cosa…"
Ahahah risate a profusione




