lunedì, 26 maggio 2008
Tema del presente post è l’integrazione.
Ritengo che il recente decreto relativo alla sicurezza, che coinvolge giocoforza il più complesso problema dell’integrazione, sia manchevole di alcune questioni. In particolare:
  • Non dovrebbe essere consentito, in luogo pubblico, esprimersi in una lingua diversa dall’italiano (anche se solo accennato); dalla presente disposizione si dovrebbero considerare esentati esclusivamente i portatori di "visto turistico", rilasciato dalle autorità competenti per periodi variabili da 1 a 30 giorni.
  • Dovrebbe essere stabilito per legge un volume di voce massimo (esprimibile in dB –decibel- o q.f.i. –Quantità di Fastidio e Irritazione) utilizzabile nelle conversazioni con telefoni cellulari. Tale disposizione dovrebbe riguardare tutti senza distinzione di nazionalità, razza, fede religiosa e abitudini alimentari/sessuali. E’ chiaro, d’altro canto, che andrebbe a colpire maggiormente gli extracomunitari, dato che evidentemente è loro ferma convinzione che le conversazioni con paesi siti a migliaia di Km di distanza necessitino di un tono di voce nettamente più elevato.

Detto questo, per affrontare la questione dell’integrazione con la serietà che merita, vi propongo un semplice ed emblematico aneddoto che mi ha fatto assai riflettere. Esso è particolarmente diffuso tra gli ingegneri ma ritengo che possa essere compreso ed apprezzato almeno da tutti coloro che abbiano portato a termine con successo la propria carriera liceale.

Nel paese della matematica c'e' una festa alle quale partecipano tutte le funzioni: seno, coseno, parabola, ex e molte altre. La serata trascorre piacevolmente, solo la funzione ex pare non divertirsi e resta in disparte. Allora la funzione seno le si avvicina e le dice: "Ciao, è tutta la sera che stai qui da sola, perché non ti integri?" ed ex risponde "No, tanto sarebbe la stessa cosa…"

Ahahah risate a profusione

P.S. Chi non capisse è pregato di contattarmi o iscriversi a CEPU
postato da: albolo alle ore 10:28 | Permalink | commenti (2)
categoria: attualitĂ 
venerdì, 16 maggio 2008

"Rispondesi, che si vorrebbe essere l’uno e l’altro; ma, perché elli è difficile accozzarli insieme, è molto più sicuro essere temuto che amato, quando si abbia a mancare dell’uno de’ dua. Perché delli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori de’ pericoli, cupidi di guadagno…"
Ovvio che tutto questo vale non solum per un qualsivoglia Principe ma pur anco per un re, un condottiero, un capo mafia, un industriale, un allenatore nel pallone, un farmacista in pensione e forse pure per il silvioberluscone. Ma non per me. E’ cosa risaputa che io sia persona incapace di nuocere in maniera rilevante ad alcuno, eccezion fatta per il mio pulcino e per qualche naso rotto qua e là (ma in maniera più o meno involontaria). Allo stato attuale, per le informazioni in mio possesso, esiste al mondo una sola persona che mi teme e, tra l’altro, a me sfugge completamente il motivo. E’ dunque ovvio che, se io mi fossi intestardito sulla linea dell’essere temuto, la mia vita si sarebbe rivelata un completo fallimento! In effetti la mia vita si è rivelata comunque un completo fallimento ma per questioni meno machiavelliche, che hanno a che fare con la genetica, l’imperscrutabilità del destino e l’acido urico. Per una persona disutile (quale mi onoro di essere) e scevra da ogni velleità istituzionale, è sicuramente molto più proficuo essere amati che temuti. Infondere simpatia e giovialità nelle persone con le quali si viene in contatto giornalmente, ricevere sorrisi sinceri e spontanei attestati di amicizia e affetto. Essere continuamente richiesti, cercati, sentirsi indispensabili per qualcuno…
Oddio, anche quella cosa dell’essere temuti non è poi male: in quel caso per lo meno una persona ci sarebbe…
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categoria: riflessioni
giovedì, 08 maggio 2008

Non so se a qualcuno di voi è mai capitato di sentirsi seriamente innamorato. Bene, a me no.
Sarà che io, come più volte rimarcato, sono una persona superficiale e piuttosto refrattaria a questo genere di tepori…D’altronde, se poi hanno ragione i materialisti, l’amore è solo un fatto di pura chimica, per cui non vale la pena di dedicargli troppa importanza. Se hanno ragione gli spiritualisti, la faccenda cambia decisamente ma allora dovrei rivedere un mucchio di cose e poi diventerebbe inutile il mio quotidiano ricorso a psicofarmaci. Che sia fredda chimica o caldo sospiro divino, comunque, voi che l’avete provato dovete elencarmi assolutamente le sensazioni che si provano quando ci si sente innamorati, quali i sintomi precisi di questo accidente dell’animo; perché, il giorno che eventualmente li dovessi avvertire, voglio essere sicuro di riconoscerli e affrontarli con rigore scientifico o, perlomeno, con lo stomaco pieno. Sospiri, palpitazione cardiaca, iper-dinamicità, confusione mentale, sensazione di galleggiamento a due metri da terra e, ancora, dolore, desiderio di annientamento e/o di eroismo, ineffabilità e sconforto. Stupidaggini, banalità. Roba da film, da romanzetti di seconda scelta. Tanto ci si unisce solo per convenienza e inoltre, è inutile che lo neghiate, nessuna persona è mai insostituibile.
Ma cambiamo decisamente argomento. Ieri sera, mentre faticavo come un forsennato sul mio traballante attrezzo palestrifero, con la frequenza cardiaca a 180 battiti al minuto già prima dell’inizio della lezione, con i pensieri che fluttuavano guidati da una logica zoppicante e piena di sospiri, mi sono scoperto a pensare che, se fosse entrata nel locale un’orda di lanzichenecchi intenzionati a depredare tutti i preziosi, a prendere lo scalpo degli uomini e ad abusare ripetutamente e con sicuro piacere delle donzelle ivi raccolte, beh non avrei esitato un solo istante a farmi uccidere più e più volte per salvare la maglietta rossa che mi pedalava davanti.
E, nel chiedermi come cazzo mi fossero venuti in mente proprio i lanzichenecchi nel bel mezzo di una lezione di spinning, ho capito che, per descriverti, non potrei usare altro che tutte le parole che non so dire e che, sarà banale e pure poco letterario, ma sì…sei bellissima.
postato da: albolo alle ore 11:58 | Permalink | commenti (6)
categoria: riflessioni