mercoledì, 23 gennaio 2008

Sto pensando di venirti a prendere.
Non sentirti sicura.
Sto pensando seriamente di partire.
Verrai con me.
I chilometri, i centimetri e gli anni
Non saranno un problema.
Le distanze si colmeranno.
Verrai con me.
Sarò il bandito del Tempo
Che ti rapisce al tuo passato
Sovvertirò l’ordine del mondo.
Avevo creduto di averti vista
In mille altre persone
Ma sbagliavo.
Ora ti ho trovata
Verrai con me.


P.S. Ma poi dove cazzo andiamo?

 
postato da: albolo alle ore 22:10 | Permalink | commenti (6)
categoria:
sabato, 12 gennaio 2008

Il funerale del padre di un’amica potrebbe essere una buona occasione per fermarsi a riflettere. Raramente lo faccio. Lascio scivolare via tutto così, sulla superficie, come questa pioggia leggera che mi irrora, ostinata, il lucido testone.
In una chiesa gremita, stretto tra donnette dagli occhi rossi e signorotti velatamente contenti di ritrovare vecchie compagnie. Travolto, sopra le parole del prete, da persistenti pensieri. Invidi la vera fede di chi sinceramente è cristiano: ha sempre una Speranza, anche nella morte. Senza quella a che scopo persino impegnarsi tanto per essere leali nella vita? Solo per perpetuare la nostra assurda specie? E perché mai? Per generare altre guerre, altre inutilità, altre Illusioni da uccidere? Probabilmente sbaglio, ma non fateci caso: è solo il momento, solo l’emozione. Sono solo pensieri che volano sulle parole di un prete commosso e che triangoleggiano come una sfera impazzita, da una parte all’altra della navata, tra i geometrici motivi della chiesa.
Mah, vedremo, intanto là davanti una famiglia sta soffrendo, tra singhiozzi strozzati e lacrime soffocate. Perde una parte della propria vita, che non trascina via con sé i ricordi; restano lì, giusto per fare ancora più male.
Ma, d’altra parte, che dobbiamo fare? Innanzi alla morte ogni nostra piccola sofferenza, ogni passione, ogni altra emozione diventa microscopica. E così mi viene da ridere. Da ridere di tutti gli amori andati male, degli odi passeggeri, dei sogni e delle paure. Da ridere di tutto. E’ curioso ad un funerale. Ma è l’unica cosa che mi sembra naturale fare: ridere, ridere, ridere della vita fin tanto che posso!
Cazzo, è l’unica cosa sensata che possiamo veramente fare! O, meglio, forse non ridere ma sorridere, con un po’ di follia e consapevolezza, per assaporare ogni momento, con il suo inevitabile retrogusto amaro.
E all’uscita la intravedo. Lei, l’amica degli ultimi rigurgiti universitari, la compagna assonnata dei mille viaggi in treno. La vedo. Con quegli occhioni chiari, ancora sorridenti, come di una persona che naviga trascinata in un’altra dimensione. E mi scappa all’improvviso di sentire che le voglio bene, un bene grande, totale, che forse non avrei mai creduto e che la abbraccia con il suo mondo, con la sua bellissima bambina.

Io vorrei essere come te, con la tua dolcezza, con la tua forza, con quella tua compostezza alienata e rassicurante e, forse, con quella fede che ti sorregge adesso.
E, mentre mi accorgo che le immagini si appannano e i miei occhi si riempiono di lacrime calde, sotto questa pioggia che mi perseguita testarda, inevitabilmente sorrido.
postato da: albolo alle ore 15:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 03 gennaio 2008

 
Ritengo che l’abolizione della pena di morte, come sostenuto dalla recente "moratoria" (che, per la mia indole dislessica, diventa spesso "mora-troia", ovviamente senza offesa per le more di tutt’Italia), costituisca un intollerabile passo indietro nella storia sociale dell’umanità. Mi spiego: non voglio sostenere che la pena di morte sia uno strumento di "educazione" generalmente idoneo a risolvere tutti i problemi della sicurezza pubblica; però bisogna prevedere delle eccezioni. Mi riferisco in particolar modo ai dirigenti Trenitalia.
Giuro, mai in tutta la mia vita ho assistito a tali prove di incompetenza, mancanza di professionalità e di senso della logica. Io mi sono fatto un’idea di come possano essere costituiti i concorsi per i posti di dirigente movimento. Si sottopongono fior fior di ingegneroni ad un banale test di intelligenza (tipo quelli con disegnati 3 o 4 ingranaggi, dove si deve dire se alla fine il secchio legato alla fune scende o sale); i raccomandati e coloro che rispondono bene ai quesiti entrano in graduatoria, gli altri vengono assunti a tempo indeterminato, previo corso con trenini LIMA (ma senza scambi).
E i "capo-treno" dove li vogliamo mettere? Il loro ruolo, di fatto ridimensionato dalle moderne tecnologie di automazione, si è ridotto al controllo biglietti e a quello di parafulmine. Il primo dei due non viene quasi più svolto, probabilmente in conseguenza della dilagante criminalità; il secondo non viene ancora accettato con la professionalità del Malaussene di Pennac". E’ l’unica cosa che devono fare eppure qualcuno, invece di abbassare il capo di fronte alle giuste rimostranze dei passeggeri inferociti, si prende a cuore la causa aziendale e, nel migliore dei casi, dice di rivolgersi all’ufficio reclami! Ahahahah! E dove mai esiste un "ufficio reclami" in Trenitalia? E’ vero, in alcune stazioni ci sono ancora le indicazioni che dovrebbero condurre ad un fantomatico "ufficio reclami" ma, seguendole, generalmente ci si ritrova nel parcheggio Taxi o davanti alla porta dei gabinetti (qualora previsti).
L’unica cosa fattibile è farsi consegnare dalla biglietteria un modulo da compilare e imbucare in improbabili cassette ubicate nelle stazioni principali. Inutile dire che non verranno mai letti, se mai venissero raccolti! Ma la cosa più divertente è che in tali moduli non si fa riferimento ad un "reclamo" ma a "consigli per migliorare il servizio". Cioè - fatemi capire – io, che dopo una giornata di lavoro vengo abbandonato per due ore su una carrozza sporca nel bel mezzo della campagna toscana, senza che nessuno si prenda la briga di darmi informazioni sulle cause e le tempistiche del problema, incazzato come un facocero con le emorroidi, dovrei scervellarmi a compilare dettagliatamente un modulo inutile solo per darvi dei "consigli"? Ma sapete cosa vi consiglio? Vi consiglio di andarvene a fare in c*** e anche alla svelta, prima che riesca a trovarvi e a fracassarvi una traversina su quella testa paludosa che vi ritrovate!!!
 
Ah, dimenticavo, buon anno a tutti!
postato da: albolo alle ore 09:02 | Permalink | commenti (5)
categoria: sfoghi