Questo blog si sta avviando verso un lento e inesorabile declino...

"C’era una volta una graziosa fanciulla che lavorava nel museo di un piccolo borgo marinaro. Alla sera, terminate le incombenze della giornata, soleva rincasare con l’affollato e lento carro a buoi numero 21. Un giovinotto di poco più grande di lei notò la sua bellezza e, trovando alquanto ingiusto che tale grazia dovesse viaggiare schiacciata tra i peggiori bifolchi del villaggio, si offrì di accompagnarla a casa con il suo destriero. Alla prima offerta ella, che ben aveva in considerazione il dono della pudicizia, rifiutò con garbo e la cosa parve al giovinotto del tutto naturale. Ma la questione fu un po’ meno naturale con il succedersi delle offerte; infatti, quando lei rifiutava perché doveva proseguire il tragitto in compagnia di una comare, quando rifiutava adducendo un’improvvisa allergia al cavallo, quando esaltando l’impareggiabile comodità del carro a buoi…tanto che nella mente del giovinotto iniziò ad insinuarsi il dubbio di non essere particolarmente gradito alla fanciulla. Dopo l’ennesimo rifiuto, lui si allontanò con testa bassa e fare rassegnato, quando all’improvviso udì la voce della fanciulla che lo chiamava, rincorrendolo, pentita di averlo fatto sì a lungo penare. Durante il tragitto a cavallo esplose una qualche affinità cosicché la vita si inventò qualcosa anche per loro per gli anni a venire. E così vissero tutti felici e contenti (o almeno loro)..."
Peccato però che questi colpi di scena capitino solamente nelle favole e peccato che le favole, a ben vedere siano spesso sciocche e banali, tanto che neanche più i bambini, al mondo d’oggi, credono in esse.
"Biancaneve si risvegliò grazie all'appassionato bacio del principe, ma poi vide il cavaliere nero intento a scuoiare un daino e scappò con lui..."
"...libero, col mio sorriso ironico
che mi accompagnerà
e mi sentirò
malinconico a metà..."
Modà
che mi accompagnerà
e mi sentirò
malinconico a metà..."
Modà
Mi sono reso conto che da un po' di tempo a questa parte, accanto alla mia tipica insofferenza mascherata da ironico pessimismo nei confronti della vita, si sta aggiungendo una componente caratteriale che - chi mi conosce lo sa - prima non mi apparteneva. Parlo di una inconsueta propensione alla polemica e allo scontro verbale barricadiero e testardo. Ora, l'unica spiegazione che riesco a dare è che, superata la soglia dei 32, sta prendendo il sopravvento una personalità da vecchia zitella che esprime così il suo odio verso il genere umano intiero. Per cui mi rendo conto che il mio destino è quello di diventare sempre più acido ed insopportabile e, inevitabilmente, solo. E per incominciare a prendere possesso di questa nuova sublime condizione, mi appresto a passare, per scelta, una pasquetta solitaria...

Segnali del destino
Quando passi giorni ad aspettare che ti si presenti l'occasione per incontrare una persona che non sai dove altrimenti trovare, e quando studi nei minimi dettagli tutti i particolari che ti possano permettere di raggiungere lo scopo...e poi trovi che nel luogo prescelto essa compare ma è accompagnata da due "compagnelle" impreviste, due arpie, due cozze che non si staccano dallo scoglio neanche colpendole con un obice di calibro spropositato...quando tutto questo accade è legittimo chiedersi se il destino non sia avverso e sia quindi inutile perseverare. Bisogna credere ai segnali che il destino ci palesa? O bisogna lottare contro di esso? Insomma, che devo fare? Meglio rinunciare? Lasciandovi con questo pressante interrogativo, mi ritiro nella ritirata...

