giovedì, 29 marzo 2007

Nell’ultimo post avevo annunciato la mia seria intenzione di chiudere il mio blog. Vorrei chiarire brevemente quello che mi ha condotto a tali considerazioni.

Innanzitutto era da un po’ di tempo che mi sentivo a corto di ispirazione, come se non avessi niente da dire e questo vuoto è stato vissuto da in modo abbastanza doloroso cosicché, quando si è trattato di scrivere l’ultima prova di Quorum, con video correlato (che poi non sono riuscito a postare), la totale mancanza di idee originali mi ha condotto a trarre le conseguenze di cui sopra…
E’ seguita una settimana di riflessioni, sulle quali non ha giovato l’eliminazione da Quorum...


Ed è ora giunto il momento di annunciare che…

Cavolo, è pur vero che io non ho in questo momento cose da dire, ma è altrettanto vero che io cose da dire non ne ho mai avute e, nonostante questo, il mio blog è andato avanti per più di un anno, senza eccessive lamentele!
Secondariamente, se adesso mi privassi anche del blog, cosa mi resterebbe nella mia vita di veramente mio?
Ma soprattutto, sono pronto per poter rinunciare al quasi quotidiano contatto con persone belle come voi? Non mi manchereste forse troppo?

E’ grazie a tali considerazioni che vi annuncio che ilmondodialbolo resterà temporaneamente aperto, con aggiornamenti settimanali. Albolo I è morto come sapete dal post precedente, ma Albolo II ha deciso di non dedicarsi alla nobile arte dell’amore mercenario ma di prendere il comando di Albolandia!

La storia ci insegna che i più grandi uomini hanno sempre mostrato una certa disinvoltura a mutare le proprie opinioni; figurarsi se non me lo posso permettere io che, sotto tutti i punti di vista, sono un piccolo uomo!

Baciamo le mani...
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categoria: albolandia
giovedì, 22 marzo 2007

Discorso alla Nazione del sovrano Albolo I

QUI dovrebbe esserci un video che non sono riuscito a fare. Allego alcune foto tratte dal video, dopo il testo...

Testo

"Orbene, popolo di Albolandia, mi permetto di disturbarvi nelle vostre modeste e maleodoranti abitazioni, con questa edizione straordinaria trasmessa a reti unificate, per informarvi su questioni di vitale importanza per il futuro del nostro piccolo Stato! La prima notizia è che ho deciso di alleggerire la pressione fiscale sui cittadini, a decorrere dal prossimo anno, così come va di gran moda oggidì !La seconda notizia è che entro pochi giorni il mio sofferto percorso su questa impietosa terra avrà termine. Ebbene sì, il Dr. House in persona, coadiuvato dalla sua infallibile equipe di medici illustri, mi ha diagnosticato nientepopodimeno che Cagatio Vespertina Ripetuta, una rarissima forma di dissenteria fulminante che colpisce fantasia e intestino, dilapidando la prima attraverso le deiezioni e costringendomi su questo marmoreo seggio per 24 ore al dì (causando, tra l’altro, il disboscamento di un area verde pari a due volte l’intero Portogallo, per la produzione di carta nettante, di qualità adeguata alle mie regali natiche). E, per dimostrarvi che quanto sto dicendo corrisponde a verità ed essere ricordato come mortalissimo uomo e non come semidio, ho deciso di mostrarmi a voi direttamente dalla novella Sala del Trono. Quello che ho creato in questo mio percorso è stato a ben guardare poca cosa ma è stata anche l’unica attività in grado di placare la mia peraltro scarsa ambizione, soddisfare il mio amor proprio e il morboso desiderio di far entrare la mia vita nella vita altrui. Ma, come ogni percorso sensato e importante, è giusto che abbia termine proprio ora, forse nel suo momento di maggior popolarità. Quello che vi lascio è una guerra incerta per la conquista delle nemiche terre di Alelianthos, nelle quali terre non avremo la presunzione di esportare la democrazia, giacché sarebbe un evidente controsenso. Il “governo del popolo” non può essere importato o imposto ma si deve conquistare, meritare e soffrire. No, non ha senso esportare la democrazia.; molto meno contraddittorio esportare ed imporre la tirannia. Ed è precisamente quello che noi o, meglio, che voi farete grazie ai potenti mezzi che vi lascerò! Quello che vi lascio, ancora, è un mio erede, un figlio illegittimo nato da una delle mie discutibili relazioni con donne non particolarmente maggiorenni né vaccinate. Egli (bellissimo, giovane e con una foltissima chioma leonina) salirà al trono con il nome di Albolo II, quando e se lo riterrà opportuno. In caso decidesse di mandarvi a fare in culo e dedicarsi all’amore mercenario, il Regno di Albolandia, andrà a perdersi tra i capricci e i voli della memoria di pochi ma degnissimi affezionati. Non avverrà per questo la fine del mondo. Quello che vi lascio, infine, è la speranza che per nessun motivo possa venirvi meno quella vena di ironia e di non-senso, unici tra i mortali strumenti capaci, a mio giudizio, di sconfiggere i giganti che ci sbarrano la strada…la quale strada (sempre che seguiate la mia), non conduce in nessun posto ed è lateralmente praticata da donne di dubbia moralità …Questo è quello che vi lascio, o popolo affranto. Quello che esigo da voi in questo momento non è un bagno di lacrime “degno di un popolo di eunuchi” ma è una composta afflizione con la quale potrete abilmente mascherare il vostro lecito e condivisibile menefreghismo. Quello che invece vi chiedo è di nutrire la fantasia meglio di quanto non abbia saputo fare io, cercando di darle anche un senso, una finalità, affinché tutto questo ingarbugliarsi di idee e parole non possa palesarsi come a volte mi è apparso il mio mondo e, cioè, una gigantesca cagata. Addio!"


Alcune immagini di Albolo I, direttamente dalla novella "Sala del Trono"

discorso1discorso3 

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Albolo NON consegna la prova trash ai giuratautori di stellerubate


postato da: albolo alle ore 22:38 | Permalink | commenti (10)
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sabato, 10 marzo 2007
Quando eravamo piccoli, io e mia sorella tenevamo un quadernuccio nel quale custodivamo gelosamente storie, poesie o anche solo disegni creati dalla nostra immaginazione. Il mio approccio alla scrittura fu molto precoce, tanto da non essere classificabile come approccio alla scrittura ma a qualcosa di ancor più primitivo, dato che non sapevo ancora scrivere. E allora, a imprimere su carta i miei pensieri era proprio mia sorella, più grande di me di qualche anno e già in età scolare. Questo quaderno ancora esiste, confinato in una libreria disordinata e, di tanto in tanto, carpisce la mia attenzione con i suoi timoni bianchi su sfondo rosso in copertina. Oggi voglio lasciarvi un esempio di quanto “scrivevo” all’età di anni 4:
"Un bambino esce di casa da solo perchè la mamma e il papà sono andati in città. Il bambino ha la bicicletta e cade da un burrone e grida aiuto mamma, la mamma non c'era e il bambino muore vivo."

Ma come mai, mi chiedo ora, nessuno ha mai captato il disagio celato dietro a queste (e tante altre simili) strampalate parole? Perché nessuno si è accorto della sofferenza, della paura, dell’angoscia di bambino? Perché non ha evitato che a rendermene conto fossi proprio io, quando già un bel pezzo di giovinezza era stata sprecata?
E poi perché adesso nessuno mi aiuta, se la mia incapacità di creare, di inventarmi e scrivere anche solo una fuga dalla realtà mi umilia e mi pesa sulle spalle come fardello gravoso? E se il tempo mi trova immobile?
E, soprattutto, perché ora nessuno si sente colpevole se il mio telefono non squilla?
postato da: albolo alle ore 12:25 | Permalink | commenti (16)
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mercoledì, 07 marzo 2007
A tutti gli amicici albolici:
scusate per questi giorni di black out...
passerò da voi venerdì o sabato!

A prestooo!!!
postato da: albolo alle ore 22:07 | Permalink | commenti (2)
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