Arrivano momenti in cui si sente la necessità di fermarsi e considerare quello che è stato della propria esistenza: le insoddisfazioni, le delusioni, le ambizioni…E ci si pone sempre quella solita, ingombrante domanda:
COSA FARO’ DA GRANDE?
Io da grande non so cosa farò, anche perché non so se crescerò mai. Comunque qualcosa di serio dovrò pur fare, perché è evidente che non posso trascorrere gli anni, lontano da casa, a giocare ogni santo giorno con plastica che si scioglie in acqua o tra le mani sudaticce! Pensa e ripensa…mi sono venute in mente un paio di idee, è vero confuse, ma pur sempre poco originali.
Opzione 1: aprire un negozio nella via principale della mia città. Ma di che? A me piaceva l’idea di commerciare abbigliamento intimo, in modo da poter consigliare le fanciulle (“prova questo completino, fai vedere come ti sta…”) o lanciare la moda del bikini idrosolubile (il cui brevetto è detenuto dall’amico Ugo). Gli amici, però, sostengono che come commerciante del settore risulterei poco credibile, poco affidabile e perseguibile penalmente. D’altra parte, se aprissi un panificio, diventerei obeso nel giro di 10-12 giorni; se aprissi una farmacia, con la mia ipocondria cronica, proverei tutte le medicine a disposizione, ivi compresa la pillola anticoncezionale (al mondo d’oggi non si sa mai…). Di aprire un bar non se ne parla: troppo faticoso.
Opzione 2: fare il mio trionfale ingresso in politica. Mi hanno infatti informato che un deputato può avere uno stipendio di poco inferiore a 20000 euri, esclusi privilegi come cinema, trasporti, libagioni gratis. Il problema è che non ho la parlantina sciolta, non ho idee da proporre, non sono sufficientemente bastardo e poco propenso al “mors tua, vita mea”. Inoltre sarebbe difficile avere successo in questa realtà politico-sociale perché, come dice il buon Di Canio “purtroppo parlare di dittatura oggi è poco più di un’utopia!”
E allora che rimane? Come utilizzare queste braccia rubate all’agricoltura e alla manovalanza?

Perché, in fin dei conti e nonostante gli studi universitari, mi accorgo che non so fare niente: non so parlare, non so scrivere, non mi interessa la ricerca scientifica e, d’altra parte, mi affatica zappare, non so potare le piante, mi annoia il facchinaggio. L’unica via di fuga sarebbe ottenere un posticino nell’Arsenale Navale, sogno neanche tanto nascosto di ogni spezzino DOC. Ma questo argomento merita un capitolo a parte e ne riparlerò in altra occasione.
Buona domenica a tutti!
Terapia di gruppo

In tale periodo (che suppongo assai breve, data l'elevata probabilità di uscire al primo turno) si potranno verificare diradamenti nelle visite sui Vs blog e la comparsa su queste pagine di racconti strampalati e assurdi.
Si invita il pubblico alla massima comprensione

La canzoncina del precedente post non è stata inserita perché ritenuta significativa, ma soltanto perché mi faceva tenerezza pensare che, quando ero giovane, ero ancora in grado di provare sentimenti così forti e assoluti. Poi la vita mi ha aspramente forgiato (eheh, che parolone!) ed oggi mi sono quasi convinto che:
-
L’amore non esiste
- Se esiste, è inutile
- Se è utile, io non lo so riconoscere, non lo so capire e non lo so manifestare
Non voglio fare mie le considerazioni di un collega secondo il quale l’amore va riportato esclusivamente ad una questione ormonale, chimica (il famoso concetto cartesiano “ COITO ERGO SUM”), giacché la cosa mi pare priva di poesia e tipica di un certo meccanicismo materialistico nel quale non mi rivedo e che, in fondo, non so neanche cosa sia e perché l’abbia tirato in ballo. Purtuttavia nel rapporto uomo-donna ho amaramente constatato che:
-
non esistono donne single (o almeno quando mi si presentano non lo sono mai…)
-
generalmente la donna si lamenta che gli uomini sono tutti bastardi, ma poi non trova interessanti i cosiddetti “bravi ragazzi” (di cui, immodestamente, sono il rappresentante più autorevole)
- l’amore per la donna è troppo spesso un tentativo di costruirsi una persona a propria immagine e somiglianza
- per innamorarsi basta uno sguardo, per continuare ad amare bisogna avere molto…“talento”
A seguito di tali feroci constatazioni qui manifesto la salda e irrevocabile intenzione di NON innamorarmi più.

E sto pensando a te anche in questa notte.
E’ strano in questo sonno che non viene
scoprire te non molto più che un sogno,
idea lontana che neanche resta insieme.
E’ strano in questa notte di colori
che avvolgono nel buio la mia mente
sentirti intensa e immensa come sempre
e vaga, come nebbia che dirada.
E sto pensando a te anche in questa sera
che è colma di speranze e di piacere
e di dolore che si insinua in lingue,
ormeggio di quel gelo che è davvero
e brucia. Ma trionfa sul tuo viso
un segno, una parte più di tutte,
che sia uno sguardo, comunque sia è un avviso
che sto pensando a te anche in questa notte.
Domani poi continuerò a tenerti
ma dentro, senza niente di reale
e amarti in me con forza e tanto ardore
da avere amore, il mio per te e il contrario.
Eppure è tanto bello averti appresso
ed è così appagante averti amata,
sei tu, dimmi di sì, che sei qui adesso…
ma forse è solo il sonno che è arrivato.
Sei tu, dimmi di sì, che sei qui adesso…ma no,
ancora un’altra volta ti ho sognata..
Albolo, periodo sanremese*
* per notizie sul periodo sanremese vedasi post 19 febbraio 2006

