E’ evidente che è ben poco quello che ho da offrirti: non abbondanza, non spensieratezza, non divertimento…
Non importa.
Anzi, a ben vedere, è poco proprio quello che io posseggo: non coraggio, non scaltrezza, non carisma… Avevo, è vero, un po’ di fantasia ma si è seccata, con il tempo…
La fantasia è come l’acqua: disseta come nient’altro ma evapora facilmente. Che vuoi farci?
Ma se non ho nulla da offrirti ora, come potrò donarti una vita degna del tuo rango, degna di una principessa?
Sarò principessa ogni volta che tu lo vorrai.
Ma non avrò parole per te…
Le parole sono aria.
Deluderò i tuoi sogni…
Li rifaremo assieme.
La mia goffaggine farà ridere di noi…
Sarai comunque il mio principe.
Allora un bacio, un bacio solamente e diventerò tuo simile e, se lo vorrai, il tuo compagno per sempre.
La storia vuole che con un bacio la metamorfosi si compì e che i due si unirono per sempre con una grandiosa cerimonia. “Vuoi tu prendere come compagna e via dicendo? E tu come legittimo consorte eccetera eccetera finché morte eccetera e così via?” Un duplice “CRA CRA” sancì l’unione.
Questa è la storia a lieto fine (a volte succede) dell’uomo che si innamorò di una ranocchia e decise, per amore, di assumere sembianze di batrace. Seguirono festeggiamenti e il canto “celestiale” di tutto il ruscello. Seguirono anche mormorii di qualcuno che disapprovava ma, francamente, questo va ben oltre il mio interesse.
giovedì, 08 giugno 2006
In certi momenti non ne hai voglia…ma poi ti accorgi che tutto questo caotico girotondo, che abbia o no un senso, ci richiama sempre ad andare avanti, nonostante le cose che non capisci, nonostante quelle che ti sembrano drammaticamente ingiuste. Ma la vita si nutre anche della sua assenza e già cerca di blandirci con le sue dolcezze, con le quotidiane speranze, con le sue stesse creature. E io, che sia parte insignificante di un meccanismo fine a se stesso o comparsa di un disegno superiore, continuerò a recitare la mia microscopica parte, cibandomi di piccole gioie e cercando un modo per illudermi di sconfiggere la morte. Ma cosa sconfigge la morte? Per qualcuno la fede, per altri la fama, l’eroismo…io ci voglio provare con l’amore e l’ironia. Il primo perché è un sentimento totalizzante, che oltrepassa i limiti della singola esistenza umana. La seconda perché, fin che ne avrò forza, voglio credere di poter prendere per il culo questa specie di insensata commedia (o tragedia?) o, perlomeno, non darle la soddisfazione di vedermi vacillante quando mi colpisce duramente, come a dirle: "sì è vero, mi hai ferito e allora? Credevi di farmi un dispetto? Non me ne può fregare di meno, anzi, a ben vedere mi sta proprio bene questa macchia di sangue sul petto, è casual. Una macchia rossa sul vestito grigio in fondo mi da un tono da artista!"
Amore, ironia e anche superficialità: senza questa non si può vivere credendo di fottere la morte. Il mio corpo è composto per circa il 60 % da acqua. I restanti 25 Kg sono così ripartiti: 5000 g sono rappresentati da lipidi cicciosi, 500 g da carboidrati, scarseggiano proteine e vitamine, 21 g è l’anima e tutto il resto, per fortuna, è solo molliccia e inebriante superficialità. Albolo è tornato.
martedì, 06 giugno 2006
Un po' di silenzio mi pare sia il modo migliore, adesso,
per augurarti un buon viaggio