mercoledì, 28 giugno 2006
"Speriamo che ti duri!" dice il mio collega R.G., perso anche lui nel più totale delirio dell’idrosolubilità, dalla sua postazione fissa da fabbricante di sacchetti. Speriamo che ti duri. In realtà, ben oltre l’ironia irriverente celata dall’augurio stesso, egli non sa quanto misero e meschino sia il mio status di essere vivente. E se la natura si è mostrata con me così avversa e avara, quello che egli (e il prossimo in genere) può verificare non è che la punta di un gigantesco iceberg! Ma io, francamente, non me ne curo più di tanto e penso ad altro... Comunque, che mi duri o no, ho appena rinunciato ad un lavoro da 1300 euri mensili in favore della meno remunerativa e comoda occupazione attuale perché, è inutile negarlo, costruire un mondo idrosolubile non è un lavoro, è una missione. Perché i soldi non sono tutto e, prima o poi, ci si scontra con i doveri morali che ognuno sente propri: Berlusconi ha l’anticomunismo, io ho la creazione di un universo interamente solubile in acqua…E, dopo profilattici e imbarcazioni (idee già presentate in un paio di post dicembrini), sto pensando ad auto idrosolubili per risolvere il problema dei parcheggi, sci "usa e sciogli" per eliminare l’utilizzo dei noiosissimi porta-sci e poi…tutto può essere fatto per sparire in acqua!!!
Anzi, a ben vedere, con tutte le polveri idrofile che ho respirato, penso che ormai anche la mia anima sia diventata idrosolubile; un giorno (senza fretta, mi raccomando) si scioglierà in una nuvola passeggera e, piovendo un po’ qua e un po’ là, andrà a morire fra le chiome profumate di tutte le ragazze del mondo. O, perlomeno, di tutte quelle dotate di ombrello idrosolubile…
Questo post è preoccupante: il caldo sta evidentemente devastando la mia già precaria sanità mentale…
postato da: albolo alle ore 09:19 | Permalink | commenti (11)
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martedì, 20 giugno 2006
In questo clima di febbre da mondiale che sta imperversando nel nostro sfortunato globo in maniera più violenta dell’aviaria, non esiste essere umano che non si consideri esperto di calcio. Per le donne e le restanti creature darò una breve sintesi delle regole fondamentali del giuoco del pallone.
Fondamenti:
Ci sono tanti omini vestiti di uno stesso colore che tentano con ogni mezzo di spingere una sfera di cuoio verso una rete sorretta da pali bianchi. Non esistono motivazioni specifiche dietro tale affannarsi e non è il caso di porsi la questione. Essi possono utilizzare varie parti del proprio corpo per colpire il pallone; generalmente vi è una blanda preferenza per piedi e testa ma nulla esclude che possano essere tirate in causa coscia, pancia, torace e, meno piacevolmente, le zone genitali. Scopo del giuoco del calcio è cercare di fare gol.
C’è un numero generalmente uguale di omini vestiti di uno stesso colore (ma diverso dal precedente) che cerca con ogni mezzo lecito e illecito di fermare i giovinastri di cui sopra prima che la palla superi la fatidica linea di porta. Uno di loro, essendo evidentemente raccomandato, è vestito in maniera più sgargiante e può appropriarsi della sfera addirittura con le mani.
Scopo del giuoco del calcio è, dunque, impedire che venga segnato un gol.
Ci sono poi tanti omini vestiti in maniera folkloristica, con i visi dipinti come indiani in assetto di guerra, bardati di stendardi e gonfaloni, gonfi di birra fino alle trombe di Eustachio, spesso con il torace nudo anche a temperature siberiane…Tali personaggi gridano in continuazione, si agitano e, al terzo boccale, tendono a diventare litigiosi.
Scopo del giuoco del calcio è tenere questa gente dentro gli stadi, impedendogli di occupare posizioni chiave nella vita sociale del Paese.
Tutti questi scopi sommati celano, in realtà, lo scopo primario che è quello di fare indispettire le creature di sesso femminile. Per una pacifica convivenza esse, comunque, dovrebbero astenersi:

  • da chiedere più di 3 volte a partita quale sia la nazionale italiana (molti uxoricidi sono scatenati alla quarta )

  • da tifare per la squadra avversaria in quanto rappresentativa di una nazione più povera (in questi momenti l’uomo non concepisce economia, politica, solidarietà e nemmeno tolleranza razziale)

  • da pretendere di capire il fuorigioco

  • da sparecchiare tavola, passando ripetutamente davanti allo schermo
Scopo del giuoco del calcio è, dunque, la comprensione dei limiti di sopportazione umana nei rapporti uomo-donna.
postato da: albolo alle ore 08:59 | Permalink | commenti (14)
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lunedì, 19 giugno 2006

dedicato a me

Meglio tacere e passare per scemo

che aprire bocca e togliere ogni dubbio...

postato da: albolo alle ore 12:38 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 14 giugno 2006

AVVISO a tutti coloro che mi vogliono bene ma anche a quelli che mi vogliono male e a quelli a cui sono francamente indifferente

inviate una mail a occhidaorientale@vipditurno.com


e scrivete "VOTO OCCHIDAORIENTALE"


Se possibile, mettete in Cc l'indirizzo giadadivisato@libero.it (così Giada saprà chi l'ha votata e potrà mostrarsi riconoscente)

Se lo farete Giada vincerà il reality blog "Le Stelle 2" (http://www.vipditurno.splinder.com/ e noisaremo tutti invitati gratis un mese a casa di Giada

Se non lo farete entro due giorni sarete vittime degli effetti devastanti prodotti da un piccione affetto da dissenteria aviaria

Il televoto si chiude
Venerdì 16 Giugno 2006 ore 14.30

P.S. Scherzi a parte, votatela davvero se lo merita

postato da: albolo alle ore 22:22 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 11 giugno 2006
E’ evidente che è ben poco quello che ho da offrirti: non abbondanza, non spensieratezza, non divertimento…
Non importa.
Anzi, a ben vedere, è poco proprio quello che io posseggo: non coraggio, non scaltrezza, non carisma… Avevo, è vero, un po’ di fantasia ma si è seccata, con il tempo…
La fantasia è come l’acqua: disseta come nient’altro ma evapora facilmente. Che vuoi farci?
Ma se non ho nulla da offrirti ora, come potrò donarti una vita degna del tuo rango, degna di una principessa?
Sarò principessa ogni volta che tu lo vorrai.
Ma non avrò parole per te…
Le parole sono aria.
Deluderò i tuoi sogni…
Li rifaremo assieme.
La mia goffaggine farà ridere di noi…
Sarai comunque il mio principe.
Allora un bacio, un bacio solamente e diventerò tuo simile e, se lo vorrai, il tuo compagno per sempre.
 
La storia vuole che con un bacio la metamorfosi si compì e che i due si unirono per sempre con una grandiosa cerimonia. “Vuoi tu prendere come compagna e via dicendo? E tu come legittimo consorte eccetera eccetera finché morte eccetera e così via?” Un duplice “CRA CRA” sancì l’unione.
Questa è la storia a lieto fine (a volte succede) dell’uomo che si innamorò di una ranocchia e decise, per amore, di assumere sembianze di batrace. Seguirono festeggiamenti e il canto “celestiale” di tutto il ruscello. Seguirono anche mormorii di qualcuno che disapprovava ma, francamente, questo va ben oltre il mio interesse.
postato da: albolo alle ore 21:56 | Permalink | commenti (3)
categoria: storie e affini
giovedì, 08 giugno 2006
In certi momenti non ne hai voglia…ma poi ti accorgi che tutto questo caotico girotondo, che abbia o no un senso, ci richiama sempre ad andare avanti, nonostante le cose che non capisci, nonostante quelle che ti sembrano drammaticamente ingiuste. Ma la vita si nutre anche della sua assenza e già cerca di blandirci con le sue dolcezze, con le quotidiane speranze, con le sue stesse creature. E io, che sia parte insignificante di un meccanismo fine a se stesso o comparsa di un disegno superiore, continuerò a recitare la mia microscopica parte, cibandomi di piccole gioie e cercando un modo per illudermi di sconfiggere la morte. Ma cosa sconfigge la morte? Per qualcuno la fede, per altri la fama, l’eroismo…io ci voglio provare con l’amore e l’ironia. Il primo perché è un sentimento totalizzante, che oltrepassa i limiti della singola esistenza umana. La seconda perché, fin che ne avrò forza, voglio credere di poter prendere per il culo questa specie di insensata commedia (o tragedia?) o, perlomeno, non darle la soddisfazione di vedermi vacillante quando mi colpisce duramente, come a dirle: "sì è vero, mi hai ferito e allora? Credevi di farmi un dispetto? Non me ne può fregare di meno, anzi, a ben vedere mi sta proprio bene questa macchia di sangue sul petto, è casual. Una macchia rossa sul vestito grigio in fondo mi da un tono da artista!"
Amore, ironia e anche superficialità: senza questa non si può vivere credendo di fottere la morte. Il mio corpo è composto per circa il 60 % da acqua. I restanti 25 Kg sono così ripartiti: 5000 g sono rappresentati da lipidi cicciosi, 500 g da carboidrati, scarseggiano proteine e vitamine, 21 g è l’anima e tutto il resto, per fortuna, è solo molliccia e inebriante superficialità. Albolo è tornato.
postato da: albolo alle ore 10:26 | Permalink | commenti (9)
categoria: riflessioni
martedì, 06 giugno 2006

Un po' di silenzio  mi pare sia il modo migliore, adesso,

per augurarti un buon viaggio

postato da: albolo alle ore 21:44 | Permalink | commenti (1)
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