lunedì, 29 maggio 2006
Ieri sera ero sdraiato sull’amaca, in giardino, con la sola compagnia attenta e sonnacchiosa del mio cane. Sopra di me, tra le foglie dell’ulivo (oltre al faccione di Prodi) si sbracciava, per farsi meglio notare, un cielo trapuntato di stelle, un cielo che non sto a descrivere perché è lo stesso che vedete anche voi, basta che alziate lo sguardo. In quel cielo, il solco vellutato di un aereo con le sue luci intermittenti che non potevo confondere, nonostante la congenita miopia, con lo slancio amoroso delle prime lucciole non di strada. Il passaggio dell’aereo mi ha fatto pensare a due cose: primo, che poteva esplodere sopra la mia testa e qualche frammento poteva colpirmi e rimandarmi al creatore (La Repubblica: "giovane muore sull’amaca colpito dal W.C. di un aereo"); secondo, ai viaggi, ai passati e a quelli che vorrei fare prima venire colpito da un W.C. volante non identificato.
Così mi sono posto le domande seguenti: dove andare in vacanza quest’anno? E con chi?
Alla prima rispondo mare. Con chi? Anche da solo, so che adesso usa partire senza compagnia e spesso senza meta precisa…Lo so, sono risposte un po’ vaghe ma l’importante è sognare un viaggio. E nei viaggi più belli c’è sempre il mare e c’è sempre una notte di mezzo. Come quelle sere su una nave che si lasciava alle spalle il porto di Civitavecchia, con un’emozione bambina e un mistero grande dentro. E quelle più recenti con il sacco a pelo steso sul ponte e una ragazza che mi tirava calci ogni volta che il mio sguardo si perdeva nell’incedere di qualche graziosa fanciulla…E poi le strade bruciate dal sole tra case accatastate di un paese pescatore, con squarci di mare in basso, sotto di noi, in quell’atmosfera che mi ricorda tanto "L’isola" di Simone Cristicchi: "c’era il sole, c’era il mare, c’era tutto quello che volevo avere, c’era il sole, c’era il mare e poi…c’eri tu…"
Quest’anno tu probabilmente non ci sarai, perché chissà dove sei adesso e chissà, anzi, se sei mai nata e quando e se sarà destino incontrarci. Se ci sarai la prima cosa che non dobbiamo lasciarci sfuggire è fare l’amore sul bagnasciuga al chiaro di luna, in una caletta minuscola di Caprera, o in qualche altro posto fatato. Se non ci sarai, continuerò a sognarlo per un’altra volta. C’è sempre un prossimo viaggio e un sogno da cullare…
 
P.S. Nei commenti sono graditi inviti più o meno sinceri nelle vostre stupende casucce. Io sono bravo, non urlo, non sporco (generalmente), non mi interessa una cucina raffinata, preferisco l’abbondanza di una cucina casereccia…sarei disposto a partecipare alle spese ma so che per voi l’ospitalità è sacra, per cui non voglio offendervi…
postato da: albolo alle ore 14:30 | Permalink | commenti (14)
categoria: riflessioni
martedì, 23 maggio 2006
"Fu allora che vidi il pendolo". Inizia così un romanzo molto più serio che ha come sfondo le vicende dei cavalieri Templari e il mondo dell’esoterismo in genere. Il Codice Browniano, per quello che ne deduco dal film omonimo (difficilmente leggo libri con più di 250 pagine!), manca dell’erudizione, della profondità e delle basi storiche proprie de "Il Pendolo di Focault" di Umberto Eco e, in quanto ad emozioni e atmosfere è decisamente di portata inferiore persino ad un gioco elettronico quale "Broken Sword", anch’esso ambientato nella Parigi delle sopravvissute sette segrete.
TRAMA: un anziano curatore del Louvre viene raggiunto e ferito all’interno del museo da un monaco zoppo e folkloristico (e già questo dice tanto…); invece di chiamare soccorsi il vecchio rimbambito preferisce ovviamente denudarsi e morire in posizione di uomo vitruviano, dopo avere scritto indovinelli con il suo sangue. Un improbabile Tom Hanks nei panni di studioso di simbologia viene coinvolto senza motivo e attirato nei bagni del museo dalla sedicente e seducente nipote del vecchio. Da qui inizia una fuga a due per le strade di Parigi (percorsa per una buona metà in retromarcia su una Smart) ma non solo, inseguiti da forze dell’ordine incompetenti, monaci sanguinari, vescovi potenti e corrotti, bancari-autisti, studiosi pazzi con maggiordomo annesso. La folle corsa ha come scopo la ricostruzione di una pseudo-verità nella quale leggende e teorie già note sono intrecciate senza troppa originalità e convinzione. Ne esce un guazzabuglio di banalità storiche e di luoghi comuni sulla Chiesa, sui Cavalieri Templari (viene omessa persino la reale motivazione, tutt’altro che religiosa, che spinse Filippo Il Bello a perseguitarli), sulle opere di Leonardo; il tutto con lieto fine.
ATTENUANTI: verosimilmente l’essenza del film non è quella di documento storico ma solo di evasione blandamente provocatoria, a evidente e legittimo scopo di lucro.
CONCLUSIONI: Indagare e riaprire le questioni della storia è sempre stato affascinante ma talvolta assai sconveniente, in tutte le epoche, compresa la recente. Tutte le società (la nostra in primis) si fondano su qualche bugia storica e parecchie omissioni. Mi stupisco che qualcuno ancora se ne stupisca.
postato da: albolo alle ore 14:32 | Permalink | commenti (13)
categoria:
martedì, 16 maggio 2006
L’istinto all’autodistruzione si annida in me con la stessa disarmante evidenza con la quale il mare si palesa umido. Già altre volte ho proposto post dai toni tutt’altro che gioviali e simpatici e devo solo alla vostra benevolenza se non abbia ricevuto dei solenni VAFFA. Ora mi accingo a scrivere un pezzo velatamente misogino per un pubblico che è quasi esclusivamente femminile. Sarò scemo? Sì, uno scemo che però crede nel vostro senso dell’umorismo…
 
I danni che riesce a procurare una donna all’autostima e all’amor proprio del cosiddetto sesso forte sono pressoché incalcolabili. Non voglio fare la vittima, né tanto meno spalancare un universo di banalità, ma è ben evidente a tutti che se il mondo ci palesa ogni giorno indiscutibili incongruenze e bestialità, la principale causa vada ritrovata in quello che è il primo motore dell’agire umano. Certo, non penserete mica che quello che ha mosso l’uomo fin dalle origine del mondo sia il denaro, il progresso, la sfida, la filosofia, la fede e cose di questo tipo, vero?! E’ ovvio che l’uomo non si alzerebbe mai dal giaciglio in cui è disteso ed ha passato una poco riposante nottata se il suo primo pensiero non fosse quello di ammirare la bellezza femminile e, possibilmente, “conquistare i favori” di qualche dolce donzella…Di questo argomento hanno discusso e scritto personalità autorevoli di ogni origine ed epoca ed il ritratto della donna che ne è derivato non sempre è così soave come si immagina! E ciò è chiaro fin dall’origine dell’umanità: la frattura e asportazione di una costola senza anestesia deve essere di per sé un evento piuttosto doloroso ma, se da questa sofferenza ne viene fuori un essere che ti fa incriminare per furto aggravato di materiale ortofrutticolo, con conseguente perdita dei vantaggi dell’esclusivo Parco Eden, allora oltre al danno si unisce la beffa!
E se Giove ha infuso nell’uomo passione e ragione, la Morìa erasmiana ci ricorda che “poiché l’uomo, nato per far fronte agli affari, doveva ricevere in dote un po’ più di ragione” fu necessario “affiancare all’uomo la donna, animale stolto e sciocco”, anche se “deliziosamente spassoso”. E il diletto che ne trae l’uomo “da nient’altro viene se non dalla loro follia”, basti pensare “a tutte le sciocchezze che un uomo dice quando parla con una donna, a tutte le stupidaggini che fa ogni volta che si mette in testa di ottenerne i favori”. E io non costituisco certo l’eccezione, anzi...
Anche quando sono state descritte come angeli venuti in terra “a miracol mostrare”, hanno rappresentato comunque una fonte inesauribile di dolore. Come portava ai più alti termini della beatitudine un semplice e pudico loro saluto e come faceva ripiombare nella più grigia e acuta disperazione ogni cenno di indifferenza! E questo io lo rivivo ogni giorno, perché basta così poco per farmi sognare e altrettanto poco a trafiggermi con la lama gelida dello sconforto… Diceva l’ingiustamente snobbato Mennenio Rufolo, contemporaneo di Cicerone: “Sono belle le parole che mi dici ma importante resta solo quello che fai”, a smascherare la doppia personalità femminile. Anche Lucio Simplicio, intimo di Catullo, ci rammenta come la donna “sia l’essere più incomprensibile e complicato dell’intero globo terracqueo” e “quanta ingratitudine si nasconda dietro il velo garbato di quelle lacrime”. Alfurio maledice la bellezza che le porta a “tiranneggiare sugli stessi tiranni” ed Eriberto da Brigola, nel tardo medioevo, le dipinge della stessa natura dell’Amanita Muscaria, fungo assai attraente ma velenosissimo.
Comunque, al termine di queste troppo lunghe e sconclusionate argomentazioni, a mente fredda mi pare abbastanza ragionevole sintetizzare il mio pensiero, “scimmiottando” un’affermazione che Winston Churchill riservava alla democrazia e che io così adatto: la donna è un’enorme disgrazia per l’umanità…ma è pur sempre la cosa migliore che abbiamo.
 a tutte...
postato da: albolo alle ore 22:01 | Permalink | commenti (10)
categoria: teorie
giovedì, 11 maggio 2006

Caro Blogghe, ieri è stata una giornata piatta, priva di sorprese. Le giornate prive di sorprese mi fanno pensare e in genere tali elucubrazioni mi portano ad interrogarmi sul menù della cena e sul perché desideravo così ardentemente avere sorprese. Già, che cosa mi aspetto generalmente da una sorpresa (a parte il fatto ovvio che mi sorprenda)? Non ho spesso guardato con sospetto a quello che veniva a sconvolgere il consueto susseguirsi delle ore e degli eventi, fedele al motto ancestrale "nessuna nuova, buona nuova"? Beh, mi aspetto proprio quello, qualcosa che venga a cortocircuitare il normale andamento della giornata e, magari, della vita. O forse che mi conduca gratuitamente a situazioni alle quali sarei dovuto giungere con impegno severo e indicibile fatica…lo so, sono un pigrone! Ma quale potrebbe essere una buona sorpresa?
E’ una bella sorpresa svegliarsi la mattina e scoprire un sole vivace, quando tutte le previsioni del giorno prima (eccezion fatta per quelle del colonnello Giuliacci, che sono sempre vere) segnalavano un tempo da lupi. Ma è anche una bella sorpresa, al contrario, svegliarsi la mattina e trovare la casa sommersa da un metro di neve che impedisce "purtroppo" la nostra presenza al lavoro. E’ una bella sorpresa, quindi, svegliarsi la mattina...
E’ una bella sorpresa la sconfitta casalinga di una squadra rivale (ciao Genoa!!!), è una bella sorpresa conoscere una persona positiva (non c’entra l’antidoping) e piacevole, è una bella sorpresa sapere che questa persona si è appena lasciata con il ragazzo (Albolo sei proprio un bastardo!). E’ una bella sorpresa ritrovare 50 euro che avevi nascosto mesi prima in un calzino (pulito) e te ne eri dimenticato, fare 6 al superenalotto, trovare un treno in perfetto orario sulla tratta Viareggio-Firenze, trovare qualcosa di interessante in TV, trovare un addetto che risponda al tuo saluto al casello autostradale della Spezia…
E’ una bella sorpresa (anzi, sarebbe una bella sorpresa) ricevere la telefonata del tutto inattesa di una signorina (ma come avrà fatto ad avere il mio numero di telefono?) che mi tenga a parlare di cose non necessariamente serie o importanti e che mi faccia ridere, o anche solo sorridere e mi racconti un po’ della sua vita, senza chiedermi di annoiarla con la mia. A guardar bene ci vuole così poco per diventare la ragazza più bella del mondo…
postato da: albolo alle ore 10:26 | Permalink | commenti (9)
categoria: riflessioni
lunedì, 08 maggio 2006

Io non ho sentimenti,

solo sensazioni...

                                     (Marta sui Tubi, "Post")

postato da: albolo alle ore 08:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:
mercoledì, 03 maggio 2006
Macchinata speciale con partenza alle 8.30, direzione Padova. Saremo in 5000 (non nella stessa auto). R. sostiene che la partita sarà una "pastetta", un risultato combinato tra una squadra quasi in B ed una che non ha più molto da chiedere; tra i tifosi non c’è una grande rivalità ma, anzi, qualche odio in comune. Poi gli spezzini sanno sempre come farsi benvolere… La bordata di fischi alla lettura della formazione patavina non è che una piccola eccezione che, però, i successivi cori "Siete ospiti" e "Odio Padova" paiono confermare. L’incontro ha inizio e subito si percepisce il carattere amichevole: due ammonizioni e molti calcioni (molto ben dati, per la verità) solo nei primi minuti sono lì a palesarlo. Seguono risse sfiorate e un paio di scarpe da ginnastica volate misteriosamente in campo. R. continua a sostenere che la partita è pilotata e che le scaramucce sono solo una sceneggiata per celare l’evidenza. Riconosco che, se è così, sono veramente bravi attori (qualcuno probabilmente ha fatto addirittura il DAMS). Ho gli occhi sul campo, lo stomaco all’autogrill Tugo Ovest, le orecchie allo squadrato stadio genovese (si gioca Genoa-Cittadella); in tutta questa delocalizzazione sono le ultime che mi danno la gioia, grazie all’ostinato istinto al suicidio che squadra e dirigenza genovese hanno mostrato negli ultimi 12 mesi. Ed è tripudio. Al 90’ invasione di campo pacifica (beh, più o meno), per portarsi a casa un trofeo. Finite magliette, calzoncini e calzettoni dei beniamini, ci si accanisce sulle reti inviolate e zolle erbose…poi il ritorno.

image0032

Alle 22 siamo in un altro stadio, l’Alberto Picco della Spezia; 10000 persone festanti che attendono i giocatori in forte ritardo ed evidente stato di ebbrezza indotto da birra. La festa esplode e si protrae nella notte storica per molti…ma alle ore 01.30 Albolo è già a casa. Alle 5.30 suonerà una sveglia che farà finta di non sentire.

 

postato da: albolo alle ore 09:04 | Permalink | commenti (9)
categoria: cronache
martedì, 02 maggio 2006
Oggi solo due parole:
Serie B !!!
 
dopo "appena" 55 anni...
postato da: albolo alle ore 09:43 | Permalink | commenti (3)
categoria: