L’effimero ma convinto ottimismo nel prossimo mio da amare come me stesso, strabordato dalle mie parole di qualche post fa, trova regolare smentita dopo soli 7 giorni e mi ricaccia bruscamente nella più cupa e improduttiva inedia. Ma a ben vedere il problema non sta fuori ma dentro di me. Probabilmente, infatti, mi aspetto troppo dalle persone, pretendendo di essere comunque al centro della loro considerazione quotidiana. Ma chi credo di essere? Perché in fondo siamo fatti così: a volte ci scambiamo parole dolcissime, ma poi ognuno affonda nei propri pensieri quotidiani ed è difficile che qualcuno ti venga a cercare anche se non ha niente di particolare da dire, solo perché gli fa piacere ricordarsi di te... "Ma sei sempre a lagnarti!", direte voi e si sa che lagnarsi è poco virile e non più di moda, soprattutto in periodo di campagna elettorale! E allora, per ripicca, subentra lui, Super Io, il supereroe negativo del mio ego! Super Io è un tipo incredibile ma scontrosissimo, non ha bisogno di nessuno anche perché lui è esistente mentre il resto del mondo potrebbe non esserlo. Non cede il posto alle vecchiette in autobus, non aiuta le ragazze a trasportare pesanti bagagli, non da la precedenza negli incroci. Super Io si fa beffe delle opinioni della gente, si diverte a fare scherzi idioti, è totalmente antidemocratico e non ama parlare. Super Io ha deciso ad esempio, contro la mia volontà, che adesso ho bisogno di una cura disintossicante da blog, valutabile in interi giorni 5 di astinenza da tutte le attività di blogger, ivi compresi i commenti negli altrui post. Non me ne vogliate, non c’è nulla di personale in questo.
Comunque per qualsiasi emergenza potete sempre scrivermi al seguente indirizzo:
Via della Pustola Virulenta, 8
19020 Albolandia (Italia)
o contattarmi al numero 32804636XX, ore pasti (cioè approssimativamente dalle 06 alle 23)
A presto
P.S. Non ironizzate sull’indirizzo di cui sopra; via della Pustola Virulenta è una delle vie più "in" di tutta Albolandia
Ieri serata di cinema. Intenzionati a vedere “Notte prima degli esami”, abbiamo ripiegato su un meno italico “Crash - Contatto Fisico”, sostenuti da salde e convinte motivazioni: la proiezione del primo film era già cominciata…
Recensione del film: pessimo.
In seguito ad accesi dibattiti fra critici di altissimo valore, quali noi d'altra parte siamo, sono giunto alla conclusione di aver raggiunto esclusivamente le seguenti conclusioni riguardo al presente film, al cinema americano e alla vita in generale:
1. La società multirazziale è un gran casino, prima o poi si sgozzano tutti
2. Ogni uomo possiede una doppia anima, una buona ed una malvagia e sopraffattrice; soltanto i fabbri riparatori di serrature sono esclusivamente incarnazione della bontà cosmica
3. Il grado più alto nell’esercito americano è quello di cuoco, seguito da quello di spogliarellista, come dimostra “Trappola in alto mare”, con S. Seagal, uno dei più grandi comici americani (a sua insaputa)
4. In fin dei conti gli americani restano mediamente i più giusti del mondo, per cui vincono sempre
5. A questo punto il discorso scivola inevitabilmente sulla politica, soprattutto in acceso periodo pre-elettorale, e io divento istintivamente poco costruttivo
6. Il sabato sera può obiettivamente essere impiegato meglio
Buona domenica

Non voglio scrivere un post che paia adulatorio. Però mi sono accorto che, guardandomi intorno, sono circondato da persone molto belle e non lo credevo. Non me ne ero accorto prima. Sicuramente non me ne accorgevo quando avevo chi assorbiva ogni mio slancio d’amore (per dirla con eleganza), chi mi prosciugava di ogni forma di entusiasmo e apertura verso il prossimo (per dirla con già meno eleganza), chi francamente mi ha sempre frantumato i cosiddetti, lasciandomi senza respiro e nella più completa incapacità di intendere e di volere (per dirla senza scomodare l’eleganza che, certamente, ha siti pù qualificati da frequentare)! Sicuramente non me ne accorgevo quando comunque ero troppo chiuso in me stesso. E invece ho incontrato persone in gambissima: compagni di viaggio biondi, amici che riscopro veri, e poi le persone che ho iniziato a conoscere in questo paesello virtuale arroccato sull'amena collinetta della disutilità. Gente con la quale trovo naturale aprirmi, come difficilmente faccio.
Sento che mi nasce un sorriso quando penso a qualcuno di voi e non voglio tenerlo per me: voglio gridarlo. Come si fa a gridare un sorriso? Non lo so, ma provate a tapparvi occhi e orecchi (o orecchie?), sono sicuro che ci sarà chi lo sentirà davvero.

Volevo rassicurare chi avesse letto il post precedente che ho ritrovato il mio senno ed ho deciso una cosa importante: non voglio più dimostrarmi stupidamente geloso, voglio essere contento della felicità di chi per me conta. Perché non è facile trovare un buon amico/a e, d’altra parte, non si può essere buoni amici se non si condividono e comprendono le gioie e le difficoltà. E io mi sento maturo per farlo. "Andiamo di male in peggio" - direte voi – "lo abbiamo lasciato che era un folle geloso e lo ritroviamo non più geloso ma in compenso bugiardo!" Può darsi. Ma in quello che ho detto io ci credo. E credere è la cosa più importante di tutte (secondo quel tale, in verità, alla pari di ubbidire e combattere).
Ma passiamo a noi (espressione, quest'ultima, che anche il tale di cui sopra avrebbe apprezzato), una giovane poetessa mi ha passato l’arduo compito di diffondere una catena di sua invenzione, tanto per conoscerci un po’ di più. Si tratta di descrivere sette nostre passioni e spargere i semi ad altri sette blogger.
Come ormai è noto ai più, io, essendo persona straordinariamente mediocre, non ho interessi o passioni infuocate da decantare. Diciamo che ci sono moltissime cose che mi piace o piacerebbe fare o solamente che mi piace rimpiangere di non aver fatto. Ma tra esse, in ordine crescente di importanza, spiccano:
7: viaggiare, soprattutto al mare, anche senza grossi comfort, tipo solo tenda e scooter
6: leggere, soprattutto libri di storia (e per gustarmi di più il piacere leggo molto lentamente, tipo 200 pp in 12 mesi)
5: dedicarmi a lavori di manutenzione della casa (spesso dopo devo chiamare un esperto per rimediare ai danni!) o in giardino e giocare con la mia cagnona
4: passeggiare da solo nella natura e raggiungere la sensazione di completa fusione con l’universo; comprendo anche il dondolarsi sull’amaca nelle notti estive, sotto un cielo stellato e profondo
3: pensare, senza freni, senza un filo da seguire, senza una meta da raggiungere. Immaginare di essere quello che nella vita non sono e vorrei essere. Almeno qui riesco ad avere slanci di puro eroismo e divento immortale
2: scrivere su questo blog: lo so che scrivo bestialità ma ricevo in cambio una carica impensabile. E ogni vostro commento è per me una dolcissima droga
1: ammirare la sconfinata e straordinaria bellezza del più alto atto della creazione: l’universo femminile
Passo l’arduo compito, se se la sentono, a:
Tali nomi sono stati estratti a sorte fra tutti gli utenti splinder e verranno avvisati personalmente. Prima o poi...
Evidentemente sono un idiota, come dice il primo Silvestri, e questo è un post su di me e non su di lei, verso la quale, come qualcuno di voi già sa, venerdì sono stato freddo, antipatico, e non lo meritava. E pensare che solo la sera precedente la cercavo su MSN per dirle quello che non ero riuscito a confessarle due ore prima, ossia che con quel maglione viola sopra i jeans e sotto quei capelli biondi era terribilmente bella. E’ la logica a dirmi che non dovevo comportarmi così. Ma purtroppo la logica ha a che fare con quella cosa strana, molliccia e indefinita che dovremmo avere custodita in alto, fra le nostre pareti craniche, mentre quello che mi ha stimolato nella fattispecie ha a che fare con un’altra parte del corpo. No, non c’entra l’organo sito nel basso ventre ma quello altrettanto importante situato nella zona toracica, un po’ più sulla sinistra. Quello, per intendersi, che – direbbero i bambini e quindi anch’io (anche senza fare ooohhh) – regolarmente fa TUM TUM (e allora tutto bene), prima o poi non emetterà più suono (e allora meno bene) e venerdì faceva TUMTUMTUMTUMTUMTUM (troppo velocemente).
La verità è che io stesso non mi aspettavo di prenderla così male quella novità (e, tra i vari modi di prenderla male, io l’ho presa veramente male!)…però sono piccoli drammi che devo saper vivere dentro di me, senza esteriorizzare troppo, soprattutto senza farli pesare su di lei, alla quale non ho niente da rimproverare. Semmai, come al solito, dovrei rimproverare me stesso per l’annosa incapacità all’introspezione atta a determinare preventivamente la presenza di un barlume di logicità nei miei sentimenti e comportamenti conseguenti. Ma la logica, la razionalità è qualcosa che sta sempre troppo in alto e l’altezza, come è noto, non è il mio punto di forza. E’ pur vero che attualmente punti di forza non ne trovo molti: non ho i capelli di Sansone (né di altri), non ho l’astuzia di Ulisse (ma forse neanche quella di un fagiolo borlotto), non ho il coraggio di Achille (dal quale, semmai, ho ereditato la tallonite ma multipla e cronica).

Come dicevo questo è un post su di me e non su di te, amica mia, ma ti prego: prendi tutte queste mie stranezze come slanci di affetto incontrollato; non privarmi per questo della tua amicizia, della tua presenza, delle tue parole. Vedrai che saprò ascoltarle, comprenderle e sorriderci su con te, sorreggendoti se serve, come solo un buon amico, anche se ferito, può fare.
Questa settimana mi sono state trasmesse ben due catene. Adempio al mio dovere con insolito piacere, salvo riservarmi di non trasmetterle a nessuno, anche perché presuppongono troppi contatti. Chiunque volesse comunque può farle e io sarò ben lieto di leggerle e farmi due risate!
Catena 1: le 7 canzoni (grazie a Pulch85)
Regolamento:
fai una lista di 7 canzoni che al momento ti piacciono particolarmente, non importa il genere, devono solo essere canzoni che ti piacciono davvero. Posta poi il tutto sul blog ed indica altre 7 persone a cui passare il test !
Ecco le canzoni:
Maledetta amica mia, Marco Masini, perché la sento terribilmente vera
Sei nell’anima, Gianna Nannini, perché è dolce
Hegel, Lucio Battisti, perché mi riporta agli anni del liceo
Cara Valentina, Max Gazzè, per l’ironia
L’autostrada, Daniele Silvestri, perché Silvestri è Silvestri
La vendetta del fantasma Formaggino, Elio e le S.T., perché l’ho scoperta tardi ed è spassosa
O bella Spezia, Eugenio Giovando, perché si canta a squarciagola allo stadio
Le prime due sono attuali e le sento continuamente alla radio, le successive tre sono attempate ma sono tra le prime nel mio lettore mp3, l’ultima è vetusta ma è la pietra miliare della tradizione spezzina.
Passo la palla a chi la vuole ricevere…
Catena 2: i 7 peccati capitali (grazie a Ippopotama e Naxa)
Regolamento:
Il partecipante a questo gioco pubblica un nuovo post nel proprio blog intitolandolo "i 7 peccati capitali" scrivendo il proprio pensiero riguardante ognuno dei vizi.
I bloggers invitati a partecipare a questo gioco riporteranno questo regolamento nominando altri 7 bloggers ai quali passare il testimone. Non bisogna dimenticare di visitare i prescelti lasciando un commento con la frase obbligatoria "vieni a leggermi...e a confessare i tuoi peccati"
ACCIDIA: dal Devoto-Oli “avversione all’operare, associata all’idea di tedio oltre che a quella di neghittiosità”. Praticamente il mio motto di vita e la mia aspirazione sul luogo di lavoro!!!
IRA: Nooo, ma quale ira, non ne vale la pena. Perché dannarsi l’esistenza?
Da riservare esclusivamente ai dirigenti movimento TRENITALIA
GOLA: ahhhh! Purtroppo sì. Pane, pizza, pasta, carne alla brace, gelato, dolci in genere, …mhhh. Ma perché questo peccato deve essere punito anche nell’altra vita? Non bastava in questa l’obesità, il colesterolo, il diabete, l’ipertensione, per non parlare dei terribili brufoli e della costipazione gastrointestinale?
INVIDIA: ogni tanto capita, spesso legata al concetto di gelosia nei confronti di coloro verso le quali non ho nessun diritto di esserlo…
AVARIZIA: se si comprende anche la buona pratica del risparmio sì: sono pur sempre ligure…
LUSSURIA: sostantivo in disuso ad Albolandia
SUPERBIA: obiettivamente è un peccato che non posso permettermi!!!
Passo la palla a chi si vuole confessare...
Concludo con uno scambio di sms tra cerebrolesi, avvenuto sabato:
Albolo: “BEH, ALLORA SOGNI D’ORZO…”
Sabrina: “LI FARRO!”
AUGURI SINCERI A TUTTE

Avevo promesso a due persone sempre molto carine con me che a inizio settimana avrei postato le catene che mi avevano passato. Chiedo scusa e mi riprometto di farlo quanto prima.
Oggi però non sono in ottima forma. Rileggendo i miei post mi sono accorto che quello che vado dipingendo non è mai un mondo reale. Stupide storielle, farneticazioni, sfoghi e romanzetti a puntate non sono altro che una via di fuga dalla realtà. Una realtà che, invece, tratto con sufficienza ed ironia, proprio perché ne ho paura e temo possa riservarmi situazioni che non sono in grado di affrontare. Allora è molto meglio (o più comodo) viverla con distacco, ridendoci su, o addirittura crearsene una nuova, magari dove si ha il coraggio di dire certe cose o di essere quello che non si è. Così sono conscio che piano piano mi costruirò davvero un mio cantuccio soffice nel quale starò solo con me stesso, protetto da tutto ciò che mi circonda, lontano da questo mondo stupido. Credete che non l’abbia capito? Se mi sarà riservato un futuro questo sarà solo nella follia. No, non mi dispiace affatto. Mi vedo già, vecchio e stanco, attorniato da orde di parenti logorroici, di bambini tarantolati e fastidiosi, di medici falsamente premurosi…ed io totalmente alienato dal contesto, io che faccio finta di udire ma non odo, che rispondo alla rinfusa a domande che non ho ascoltato e che presuppongono una presa di posizione che non pretendo di avere. E tutto mentre in me scorrono immagini colorate, immagini vive e delicate che mi lasciano lì, fermo, con un sorriso ebete stampato nel volto. Oppure un lungo sonno incosciente. Oppure - perché no? – la pazzia più pura, quella dove le parole non vogliono più dire quello che per tutti è normale.. Quella che in una sola parola sa racchiudere mille situazioni, mille sensazioni, che, da sola, spalanca abissi di pensiero, valanghe di emozioni! Una parola che dice tutto quello che c’è da dire. Non le tante, troppe parole morte che usiamo per descrivere un misero concetto. Una. La parola che descrive l’universo, il sentimento di fusione con il tutto che si prova solo per pochi istanti in una vita, l’origine e la fine di ogni cosa. Ecco la pazzia per rendersi conto di quello che la mente mia non può sforzarsi di capire.
Ma, se tutto ciò vi sconvolge, non fateci caso. Forse volevo solo un po’ più di attenzione e considerazione maggiore dalle persone alle quali tengo particolarmente ma non oso chiedere di più. Forse, è questo il punto, oggi volevo solo trovare un modo per farmi compatire.

L’altra notte un FOLLETTO mi chiedeva che cosa ci fosse nel mondo di Albolo. Io non sono abituato a dare confidenza agli aspirapolvere, però ho fatto un’eccezione e ci ho pensato su…
Bene, innanzitutto nel mondo di Albolo non ci sono pesci o, meglio, ci sono ma nessuno li pesca e soprattutto nessuno li cucina. Non ci sono gechi perché mi fanno schifo. La flora è rigogliosa ma non infestante. Nel mondo di Albolo non c’è un progresso fine a se stesso. In alcune strade c’è chi ancora si sposta con il carro a buoi e nessuno penserebbe di abbattere l’ameno e secolare Boschetto dei Debiti per costruirci un McDonald. Che comunque non ci sarebbe, perché nel mondo di Albolo i panini di plastica non esistono (fatta eccezione per quelli di plastica idrosolubile, ma solo per carnevale).
Nel mondo di Albolo non si fanno troppi progetti sul futuro e, quei pochi che si fanno, per fortuna non sono curati da ingegneri. Non ci sono ponti sugli stretti e non ha senso fare una linea ferroviaria ad alta velocità. Nel mondo di Albolo i treni sono tutti a bassa o scoraggiante velocità, però arrivano sempre in orario e sono affidabili.
Nel mondo di Albolo la prepotenza e l’astio sono banditi (e non nel senso che assaltano le diligenze). Chi alza la voce, soprattutto in treno la mattina tra le 6 e le 9, viene soppresso. Nel mondo di Albolo è stato brillantemente risolto il problema dell’immigrazione; infatti nessuno trova affascinante o vantaggioso entrare nel mondo di Albolo, dato che è un mondo senza ricchezza eccessiva. Del resto nel mondo di Albolo nessuno è interessato ad averla; per fare alcuni esempi, nessuno si preoccupa di comprare una TV al plasma da 13 milioni di pollici e qualche anulare, nessuno si rincoglionisce davanti alla play station per ore e nessuno è così stolto da innamorarsi di una Mercedes.
Nel mondo di Albolo c’è il pane che non fa ingrassare, c’è il gelato che fa bene all’ipertensione, il pandoro che cura il diabete, la panna che purifica l’organismo... C’è – è vero - la pellagra ma è l’unica malattia di un certo rilievo e ha un nome buffo.
Nel mondo di Albolo c’è il mare ed è immenso e commovente al tramonto e nel mondo di Albolo nessuno si sognerebbe di interrare i golfi, dragare i fondali, violentare la natura per fare spazio a montagne di container senza poesia.
Ma nel mondo di Albolo chi sbaglia ha sempre un’occasione di riscatto e chi non si redime non viene sottoposto a pene da girone dantesco; semplicemente non esiste più ed è come se non fosse mai esistito. E’uno dei pochi vantaggi di avere un mondo di fantasia.

